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Abaton

Dal greco ábaton, inaccessibile, sinonimo di ádyton, è la parte più segreta di un tempio o di un santuario, accessibile solo ai sacerdoti o agli iniziati. In senso estensivo indica recinti, parti di un bosco o interi ambiti territoriali come una montagna. Spesso era un luogo sotterraneo, sottratto alla vista dei fedeli, in cui si conservavano reliquie e oggetti legati al culto. Tra gli antichi era famoso l’abaton del tempio di Apollo a Delfi, dove la sacerdotessa Pythia manifestava gli oracoli del sacro tripode. Esistono eccezioni, come nel santuario di Esculapio a Epidauro, dove l’abaton indicava il luogo sacro nel quale giacevano gli ammalati in attesa di una guarigione. Nella civiltà ebraica l’abaton è il luogo riservato al gran sacerdote e nel Tempio di Gerusalemme prendeva il nome di debir (ambiente posteriore) o di qodesh ha-qadashim (santo dei santi, da cui sancta sanctorum), dove si conservava l’Arca dell’Alleanza. In ambito cristiano l’abaton poteva anche indicare l’area del presbiterio.

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