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Abside

Roma, Fori imperiali, basilica di Costantino,  prima metà del IV secolo d.C. Abside (foto P. Spagnesi).
Roma, Fori imperiali, basilica di Costantino, prima metà del IV secolo d.C. Abside (foto P. Spagnesi).

Definizione-Etimologia

Dal greco apsís e dal latino absis o apsis, arco, volta, il termine indica parti diverse di un’architettura religiosa, civile o militare di ogni tempo e luogo, in generale uno spazio di pianta semicircolare o poligonale e di forma semicilindrica o poligonale, coperto a tetto o con volte, talvolta anche scoperto. In alcuni casi, l’abside era ed è tuttora il luogo dello svolgimento di eventi particolari o di precise liturgie.

Generalità

Terminazioni ad abside di edifici o di costruzioni le più varie sono presenti nelle architetture di tutte le culture stanziali e nomadi dalla preistoria in poi, soprattutto in Occidente.
Nell’ambito della preistoria e della protostoria egea, erano di questo tipo le pareti di fondo opposte all’ingresso di méghara elladici per abitazione, a delimitare forse il luogo del talamo. In seguito, lo erano quelle di alcuni sacelli entro varie aree sacre anteriori al VI secolo a.C., a individuare forse il luogo del simulacro della divinità cui era dedicata l’area in questione. Sostanzialmente poi mai impiegate nella Grecia antica tranne che in rari casi d’età ellenistica, in ambito etrusco-italico abside non estradossate erano in maniera sporadica al fondo di tombe a camera a inumazione riproducenti comuni case d’abitazione. In ambito più propriamente romano antico, abside di grandi dimensioni individuavano nei casi più significativi e in età successive a quellarepubblicana lo spazio semicircolare per la tribuna dei magistrati nelle basiliche civili. Allo stesso tempo– già in età repubblicana, ma soprattutto da Augusto in poi– potevano avere terminazioni ad abside anche spazi interni di complessi termali grandi o anche molto piccoli per gli usi più diversi, oppure le pareti di fondo dei templi. In generale, in questa cultura architettonica, abside sono realizzate in quasi ogni tipo di edificio pubblico o privato o di parte di essi, di pianta longitudinale o centrica, semplice o a doppio involucro.
Dalla prima metà del IV secolo d.C. in poi, con l’avvento del Cristianesimo, il termine individua – così come ancora oggi – soprattutto lo spazio semicircolare o poligonale al fondo del presbiterio e dietro l’altare maggiore di edifici di culto o funebri (basiliche, mausolei, martyria, tombe, sacelli vari). Nel Medioevo, poteva essere il luogo destinato ad accogliere anche la sedia vescovile. Terminazioni ad abside vengono impiegate nell’Oriente cristiano in tutta l’architettura religiosa bizantina almeno dal VI al XV secolo d.C.; in Occidente, per esempio in alcuni edifici religiosi e civili d’ambito carolingio e ottoniano, in fabbriche monastiche proprie dell’ordine benedettino, in alcune particolari architetture degli ordini mendicanti, in rare grandi cattedrali, più in generale in edifici di culto ispirati intenzionalmente al momento paleocristiano. A Roma, in particolare, l’abside è impiegata molto più di frequente che altrove, in relazione alla sua eccezionalità di luogo di devozione per tutto il Cristianesimo e anche in tempi che – altrove e da parte di altre culture architettoniche – sempre nel campo dell’architettura religiosa avevano realizzato presbiteri semicircolari – non vere e propie abside – con deambulatorio e cappelle radiali.
Dall’età moderna in poi, l’abside così definita è utilizzata con frequenza a partire dalla penisola italica dal XV secolo in poi e in tutta l’Europa, nell’ambito della cosiddetta architettura dell’Umanesimo e del Rinascimento e di quella successiva sino alla fine del XIX secolo e oltre, in edifici di culto, in tanti altri tipi architettonici (palazzi, ville, ospedali, musei ed edilizia specialistica varia) e anche con le destinazioni d’uso più diverse.

Molto di recente, le norme derivate dal Concilio Vaticano II relative, in particolare, all’architettura delle chiese e dei connessi spazi sacri (battisteri, portici, aule capitolari) hanno riportato in auge – tra gli anni Sessanta e Settanta del XX secolo e in quelli a ridosso del Giubileo del 2000 – l’abside ancora una volta nella sua configurazione tipica delle origini del Cristianesimo, in edifici relativi ancora al caso emblematico di Roma, di semplice vano semicilindrico o poligonale delimitato da pareti più o meno nude (mura o anche solo semplici vetrate), coperto però con soluzioni architettoniche e strutturali molto diverse dal passato (figure solide varie e piani più o meno inclinati di cemento armato, acciaio, legno, vetro, plastica).

Esempi

– Preistoria e protostoria egea. Case elladiche a Orcomene, Olimpia, Thermos, Tirinto, Corinto (Korakou).
– Antichità greca. Aegina: antico tempio di Aphaia; Atene: Acropoli, tempio B; Olimpia: antico bouleutérion; Samotracia: tempio dei Cabiri.
– Antichità etrusco-italica. Cerveteri: tomba del tetto di paglia; Luni, tomba delle cariatidi.
– Antichità romana. Pompei: terme del foro; Leptis Magna: basilica del foro; Roma: basilica Ulpia, Pantheon, tempio di Venere e Roma, palazzi imperiali sul Palatino, terme di Costantino, terme di Diocleziano, basilica di Massenzio e Costantino, ninfeo degli Horti Liciniani, San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano (basilica costantiniana), mausoleo di Costanza, Santo Stefano Rotondo, Santa Croce in Gerusalemme.
– Medioevo. Roma, Santa Maria Maggiore, Santo Stefano degli Abissini, Santa Sabina, San Lorenzo fuori le mura, Santa Maria in Cosmedin, San Clemente; Assisi: San Francesco; Firenze: Santa Maria del Fiore; Milano: Sant’Ambrogio; Costantinopoli: Santa Sofia, Santi Sergio e Bacco; Ravenna: San Vitale, Sant’Apollinare in Classe, Sant’Apollinare Nuovo; Hildesheim, San Michele; Spira: duomo; Venezia: San Marco.
– Età moderna. Mantova: Sant’Andrea; Milano: Santa Maria delle Grazie; Todi: Santa Maria della Consolazione; Roma: San Pietro in Montorio, Santa Maria del Popolo, San Pietro in Vaticano (di Michelangelo), San Carlo al Corso, Sant’Andrea della Valle, Santa Agnese a piazza Navona, San Carlino alle Quattro fontane, Sant’Andrea al Quirinale, Santi Luca e Martina al Foro.
– Età contemporanea. Roma: chiesa degli Angeli custodi a piazza Sempione, Cristo Re a viale Mazzini, Santa Maria della Presentazione al Quartaccio, Santa Maria Josefa a via Prenestina, San Guglielmo all’Infernetto.

Bibliografia

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