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Acquario

Pianta dell'Acquario di Genova, Renzo Piano Building Workshop, 1992.
Pianta dell'Acquario di Genova, Renzo Piano Building Workshop, 1992.

Definizione – Etimologia

Vasca nella quale vengono ospitate forme di vita acquatiche; per estensione,  l’edificio o il complesso di edifici dedicati a tale scopo, generalmente con funzione educativa e di intrattenimento.

Processo formativo

L’origine dei primi acquari risale alla metà del XIX secolo: a Londra, nel 1853, viene inaugurata la Fish House all’interno dello zoo pubblico, piccola struttura del tutto simile, nella sua configurazione architettonica, a una serra. Negli anni immediatamente successivi strutture analoghe vengono realizzate in altre città europee, tra cui Parigi, Vienna, Amburgo e Berlino. In particolare, nella capitale tedesca viene costruito, nel 1869, il primo impianto che prefigura una concezione moderna, con vasche e sistemi di trattamento dell’acqua disposti a livelli separati. La struttura disponeva inoltre, in copertura, di una grande voliera destinata ad ospitare uccelli marini.
Il primo acquario italiano, a oggi il più antico continuativamente operante, si apre nel 1874 a Napoli, su iniziativa del naturalista tedesco A. Dohrn, che aveva intuito la potenziale attrattività di una struttura di questo genere per una città come Napoli. Realizzato su progetto dell’ingegnere inglese A. Lloyd, che aveva perfezionato a Londra i sistemi per il pompaggio e la depurazione dell’acqua, l’acquario napoletano propone anche un lungimirante modello secondo il quale la ricerca scientifica viene finanziata dai proventi delle visite del pubblico. Le decorazioni interne, a opera dei pittori tedeschi H. von Marées e A. von Hildebrand, sono ispirate a temi marini.
Negli anni seguenti, altri acquari verranno inaugurati in Italia: nel 1887 su progetto di E. Bernich quello di Roma, che rimarrà attivo come acquario soltanto fino al 1894 circa; nel 1906, in occasione dell’Esposizione internazionale, quello di Milano, su progetto in stile liberty dell’architetto S. Locati. Danneggiato nel 1943 durante la guerra, è stato successivamente sottoposto a restauro conservativo.
Negli Stati Uniti, l’acquario viene importato, subito dopo la sua invenzione a Londra, dall’imprenditore circense P.T. Barnum, che fa realizzare delle vasche nel suo American Museum a Manhattan. Successivamente lo stesso Barnum promuoverà la costruzione dell’acquario di Boston: la sua partecipazione a tale iniziativa dà conto anche della duplice natura dell’acquario come istituzione nel secondo Ottocento, da un lato orientata alla messa in scena dello spettacolo della natura, dall’altro all’approfondimento delle scienze naturalistiche, aspetto tipico della cultura positivista. Nessuno degli acquari realizzati nel corso dell’Ottocento svilupperà un’immagine architettonica specifica, rendendolo una funzione chiaramente riconoscibile. Data anche la dimensione molto contenuta delle vasche, venivano adottati in linea di massima riferimenti ai tipi museali, semmai blandamente coniugati a decorazioni tematiche.
Nel corso del XX secolo l’A. tende invece a caratterizzarsi sia per la sua collocazione urbana, venendo frequentemente posizionato in aree di lungomare o portuali, sia per le dimensioni, che crescono anche a seguito dell’introduzione di vasche sempre più capienti. Un chiaro esempio di questa transizione è il New England Aquarium di Boston, completato nel 1969 dai Cambridge Seven Associates sotto la guida di P. Chermayeff. Il grande edificio, concepito anche per contribuire alla riqualificazione urbana di una zona industriale dismessa nel porto di Boston, propone un nuovo modello architettonico soprattutto per il percorso espositivo, studiato per consentire agli spettatori un’esperienza più “immersiva”, favorita anche dalla crescente grandezza delle vetrine, spesso di dimensioni tali da non poter essere abbracciate interamente con lo sguardo. Lo stesso gruppo realizzerà negli anni numerosi altri complessi, tra cui gli A. di Osaka (1980), Baltimora (1981) e Chattanooga (1992).

L’avanzamento delle tecnologie dei materiali, soprattutto per la lavorazione del metacrilato con il quale si producono le lastre trasparenti, conduce alla realizzazione di vasche sempre più grandi, nonché di tunnel subacquei che le attraversano (il primo fu costruito, nel 1985, ad Auckland, Nuova Zelanda). La possibilità di costruire vasche più capienti ha consentito di ospitare specie animali sempre più grandi, fino ai giganteschi squali balena presenti negli acquari di Okinawa e Atlanta. Vasche più ampie introducono altresì la possibilità di ricreare in maniera più completa gli habitat naturali di talune specie, consentendo loro una libertà di movimento sempre maggiore. Tali mutazioni indurranno anche una trasformazione nell’immagine canonica dell’A., progressivamente più vicina a riferimenti di industria marittima, come nel caso dell’acquario di Genova (Renzo Piano Building Workshop e allestimento interno di Cambridge Seven Associates, 1992) e l’Oceanarium costruito nel 1998 a Lisbona  in occasione della Expo su progetto dei Cambridge Seven Associates. In anni recenti molti acquari hanno abbandonato la dimensioni del singolo edificio, avvicinandosi al tipo del parco tematico, spesso anche in combinazione con attività ricreative.

Esempi

A. di Mora, Portogallo, Promontorio Architecture, 2006; A. di Barcellona, Spagna, Terradas Arquitectos, 1995; Monterey Bay Aquarium, Monterey, USA, EHHD Charles Davis & Joseph Esherick, 1980.

Bibliografia

Brunner B., The ocean at home, New York, 2005.

 

 

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