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Adito

Dal latino adytum, greco àdyton, luogo segreto, è l’ingresso, il luogo di passaggio o di mediazione per accedere a un edificio o a una stanza.
Nell’antichità classica l’adito identifica generalmente la zona segreta di un tempio o di un santuario cui accedono solo sacerdoti o iniziati. Raramente posizionato nella parte retrostante la cella (Selinunte, tempio G, VI secolo a.C.), più spesso coincide con gli ambienti sotterranei in cui erano custodite le reliquie o l’immagine del dio. Un’indubbia trasformazione di significato compare nel consolidarsi del suo uso nell’organismo architettonico. Infatti, se nel tempio di Apollo a Delfi vi si rendevano gli oracoli del sacro tripode, nel santuario di Esculapio ad Epidauro vi sostavano gli ammalati in attesa di guarigione. Retaggio della classicità, persiste nella religione ebraica come luogo riservato al gran sacerdote e nell’architettura paleocristiana definisce genericamente l’area del presbiterio.

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