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Agibilità 

Sommario: 1. Definizione-Etimologia2. Indicazioni legislative

1. Definizione-Etimologia

Dal lat. med. agibile, che si può fare, der. dal lat. agere, fare.

Per poter essere adibiti all’uso previsto, gli edifici ultimati necessitano di un’autorizzazione ulteriore e diversa rispetto al permesso di costruire, denominata “certificato di abitabilità” e disciplinata dagli artt. 24-26, d.p.r. n. 380/2001. Tale certificato − originariamente inteso alla tutela della salute − attesta oggi la sussistenza delle “condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici e degli impianti in essi esistenti” e deve essere richiesto non solo per le nuove costruzioni e per le ricostruzioni o sopraelevazioni totali o parziali, ma anche per gli interventi su edifici esistenti che possano influire sulle cennate condizioni. A detta richiesta sono tenuti il titolare del permesso di costruire o il soggetto che ha presentato la d.i.a., nonché i loro successori o aventi causa.

2. Indicazioni legislative

La relativa domanda, da presentare al competente sportello unico comunale entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, deve essere corredata dalla seguente documentazione: a) richiesta di accatastamento del fabbricato; b) dichiarazione di conformità dell’opera al progetto approvato, nonché di avvenuta prosciugatura dei muri e di salubrità degli ambienti; c) attestazione di osservanza delle norme sul risparmio energetico. Il rilascio del certificato è preceduto dalla verifica della documentazione prescritta e delle certificazioni di collaudo statico, di osservanza delle norme per le zone sismiche e per il superamento delle barriere architettoniche.

Trascorsi 30 giorni dalla presentazione della domanda, l’agibilità si intende attestata, ove sia stato acquisito il parere della ASL. Detto parere può essere sostituito da un’autocertificazione circa la conformità delle opere alle norme igienico-sanitarie ma, in tal caso, il silenzio assenso matura con il decorso del termine di 60 giorni. La mancata presentazione della domanda comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 464 euro (art. 24, co. 4, d.p.r. cit.).

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