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Agorà

Atene, agorá, II secolo d.C. (da J. Travlàs, "Pictorial dictionary of ancient Athens", Atene, 1975).
Atene, agorá, II secolo d.C. (da J. Travlàs, "Pictorial dictionary of ancient Athens", Atene, 1975).

Definizione – Etimologia

Dal greco agorà, derivato dal verbo aghéiro, raduno, convoco. Nei testi omerici, con agorá è indicata sia l’assemblea dei cittadini liberi riuniti per deliberare, sia il luogo dell’incontro; nell’Atene classica, agorá è anche l’assemblea dei demi e delle tribù, allargata rispetto a quella dei cittadini scelti (boulé), ma ristretta rispetto all’assemblea di tutto il popolo (ekklesìa). Agorá divenne pertanto termine usuale per indicare la piazza, luogo della vita civile ed economica della pólis.

Generalità

L’agorá sembra essere un’elaborazione originale della cultura urbanistica greca, anche se forse è derivata dalle culture minoica (il cortile centrale dei palazzi cretesi) e micenea (i cortili anche porticati delle cittadelle). Di fatto, la sistemazione della piazza pubblica e degli edifici di pertinenza (tribunale, bouleuterion, portici e botteghe, fontane, monumenti agli eroi fondatori, piccoli luoghi di culto) costituisce una solida immagine architettonica, elemento motore per la ripianificazione degli insediamenti e la determinazione delle direttrici viarie.
In età classica ed ellenistica (dal V al I secolo a.C.), forse a causa dell’incremento demografico, non mancano testimonianze di utilizzo dei teatri a tale scopo (per esempio a Corinto, Delo, Efeso). L’agorá restava tuttavia il centro dell’attività politica della pólis, luogo dei processi di interesse collettivo e di pubblicazione delle più importanti leggi della città e dei decreti di nomina ad alte cariche o di attribuzione di onorificenze. Nelle città maggiori, estese su terreni dall’orografia complessa, talvolta una seconda piazza destinata al commercio si apriva in posizione più prossima agli accessi alla città e dunque facilmente raggiungibile dall’esterno.
Fonti importanti per la comprensione della storia urbana greca e per il ruolo rivestito dalla piazza della città restano le Leggi di Platone e la Politica di Aristotele.

Derivazione, processo formativo e filoni tipologici

Pausania (110-180 d.C.), nella Periegesi della Grecia, ricorda due tipi di agorá: uno ritenuto più antico, l’altro definito “ionico”; del primo porta ad esempio l’agorá di Elide, del secondo le agorá microasiatiche di Mileto, Priene e Magnesia sul Meandro, perimetrate da portici continui, espressione del nuovo razionalismo compositivo introdotto da Ippodamo da Mileto e caratterizzato da una relazione più organica tra l’agorá e il tessuto urbano regolato anche in funzione dell’orientamento. Caso paradigmatico per il processo evolutivo del tipo e della complessa storia del centro civico ateniese, la lunga e articolata storia del centro civico ateniese è stata messa in luce dagli scavi americani intrapresi nel 1931. Alcune pietre di confine inscritte (“io sono il confine dell’agorá”) testimoniano l’avvenuta perimetrazione dell’area nel VI secolo a.C.
L’incremento delle attività mercantili nel V secolo a.C. impose il trasferimento di quelle politiche e della vita collettiva (teatro, arene ginniche): alla Pnice le prime, al nuovo teatro dedicato a Dioniso le seconde. Ciononostante, continuarono a essere tenute nell’agorá le assemblee dell’ekklesìa per le cause di ostracismo, così come rimase attivo il tribunale dell’Heliaia.
In età arcaica le agorái, nella maggior parte dei casi, hanno perimetro indefinito o, se regolare come a Elide in Peloponneso, delimitato dalle costruzioni di pertinenza isolate le une dalle altre.
Nei secoli successivi, molte città mireranno ad aggiornare la propria configurazione. Ancora Atene testimonia il maturare del disegno urbano: nel tentativo di ordinare il trapezio irregolare dell’agorá nel corso del V secolo, furono costruiti nuovi portici a ovest (stoái di Zeus Eleuthérios e Basíleios) e a nord (forse la stoà Pecile, dipinta, ricordata dalle fonti). Il programma fu ultimato quasi due secoli e mezzo più tardi con nuove lunghe stoai a sud e a est, quest’ultima offerta dal re di Pergamo Attalo II, il cui regno si colloca tra il 159 e il 138 a.C. Il dono del re microasiatico è significativo, perché proprio nelle città dell’Asia Minore tra IV e III secolo a.C. furono elaborate soluzioni grandiose, con piazze rettangolari o quasi quadrate definite da portici continui (Mileto: m 195,45 x 163,50; Priene: m 92,10 x 94,80; Magnesia sul Meandro: m 214,80 x 125,70).
Il modello dell’agorá ellenistica si diffuse rapidamente e fu adottato dalla cultura romana con esiti importanti nell’architettura dei fori, specie in età imperiale.

Collocazione rispetto all’insediamento urbano

Rispetto all’insieme urbano, l’agorá si colloca usualmente in posizione baricentrica, evidenziando così il suo ruolo di fulcro del sistema. Nel caso tuttavia della presenza di una seconda agorá con funzione commerciale, quest’ultima si colloca in prossimità della porta d’accesso alla città. È questo il caso di Mileto, di Efeso, di Thasos, la cui agorá è presso il porto, così come a Iasos di Caria. Quasi di regola, le strade della città non si immettono nella piazza al centro del lato, ma in corrispondenza di uno spigolo, obbligando a un percorso o diagonale o tangente allo spazio libero; vengono così introdotti un elemento di rottura con l’eventuale schema urbano ortogonale e una componente di dinamicità e di variabilità degli angoli ottici, che la successiva cultura romana non seppe cogliere, limitandosi alla riproposizione irrigidita dello schema a portici continui.

Accezione moderna del termine

Nel mondo greco contemporaneo, agorá designa generalmente i luoghi destinati al commercio e in effetti il verbo agoràzein significa comprare. Con opportuni prefissi, ne derivano anche i nomi dei moderni centri commerciali: le yperagorài.

Esempi

Agorá arcaiche:

Dreros, Lato, Elide, Megalopoli, Corinto, Thasos, Marsiglia, Megara Hiblaea, Cirene, Poseidonia e le città di Magna Grecia e Sicilia.
Agorá classiche ed ellenistiche:

Atene, Mileto, Priene, Efeso, Magnesia sul Meandro, Pergamo, Assos.

Bibliografia

Di Vita Gafà A., L’Urbanistica, in AA.VV., Sikanie, storia e civiltà della Sicilia greca, tomo III, Verona, 1985; Greco E., Agorà eumeghetes: l’espace public dans les poleis d’occident, in Public et privé en Grèce ancienne: lieux, conduits, pratiques, Colloque organisé par le Centre L. Gernet, in «Ktema», 23, 1998, pp. 153-160; Greco E., Torelli M., Storia dell’Urbanistica. Il mondo greco, Bari, 1983; Hoepfner W., Lehmann L. (a cura di), Die Griechische Agora, Atti del Colloquio, Berlino, marzo 2003, Mainz, 2006; Martin R., Recherches sur l’agorà grecque; études d’histoire et d’architecture urbaine, Paris, 1951; Mertens D., Città e monumenti dei greci d’Occidente, Roma, 2006, pp. 63-89; Pallottini M., Alle origini della città europea. Storia dell’urbanistica, Roma, 1993, pp. 330-415; Thompson H.A., Wycherley R.E., The Agora of Athens. The History, Shape and Uses of an Ancient City Center, The Athenian Agora, 14, American School of Classical Studies at Athens, Princeton, 1972.

 

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