Alberata | Wikitecnica.com

Alberata

Torino, due corsi; Berlino, Unter den Linden, Baden Baden, Promenadenstrasse (da  J. Stübben, “Der Städtebau”, Leipzig, 1924.
Torino, due corsi; Berlino, Unter den Linden, Baden Baden, Promenadenstrasse (da J. Stübben, “Der Städtebau”, Leipzig, 1924.

Definizione-Etimologia

Da albero, dal latino arbor, di etimologia incerta, il termine indica un filare di alberi che fiancheggia una strada o un sentiero e, per estensione, il percorso lungo il quale esso è disposto. In tale accezione è da preferirsi il termine strada alberata, che può essere usato come sinonimo di boulevard (corso alberato, passeggiata) o promenade (viale). L’alberata può contribuire al disegno urbano dei grandi assi direttori o delle piazze e squares; nell’arte dei giardini è impiegata per creare cannocchiali prospettici con effetto scenografico (allée).

Generalità

L’alberata stradale consiste in una o più file di alberi piantati sui bordi delle strade o dei sentieri con funzione igienica, estetica o di conforto e, in contesti rurali, può essere finalizzata alla produzione di legname e frutti. L’alberata urbana è da intendersi come elemento di congiunzione tra città e territorio, ma anche come luogo di passeggio e socializzazione.

Derivazione, processo formativo e filoni tipologici

La storia delle alberate stradali coincide con quella dei boulevards, dei viali e delle allées. Già i greci e i romani realizzano alberate nelle strade interne ed esterne agli abitati. Tuttavia, è dalla seconda metà del Cinquecento che si definiscono le più note tipologie di alberata: il viale e la passeggiata. Il viale è contraddistinto dalla presenza di doppi o quadrupli filari, mentre la passeggiata è una strada molto larga e alberata, aperta e chiusa da un elemento di snodo o da un restringimento della sua sezione. Un noto esempio è il cours de la Reine a Parigi, voluto da Maria de’ Medici. Realizzata nel 1618, questa promenade, “à la mode sous fronde”, era chiusa alle estremità da cancellate e affiancata da un fossato. L’alberata viene ripiantata nel 1724 dal duca d’Antin, e a segnalare l’entrata vengono posti i due padiglioni d’Ermenonville e di Mortefontaine (demoliti nel 1854).
In epoca napoleonica, le grandi strade interregionali tornano a essere alberate e, con la progressiva demolizione delle mura urbiche, si assiste alla realizzazione dei boulevards: meno larghi delle passeggiate, aperti alle estremità e disposti uno di seguito all’altro, collegati da grandi rondò e, a Parigi, da porte monumentali. L’introduzione e la diffusione dei boulevards in Francia risale al XVIII secolo, ma il loro numero è incrementato durante il Secondo Impero. Nel 1853 Napoleone III nomina il barone Georges-Eugène Haussmann prefetto della Senna. A Parigi hanno inizio i grands travaux, ultimati nel 1869, e le alberate sono utilizzate per l’attuazione dei principali punti del programma: la realizzazione della grande croisée e del sistema dei boulevards, il riassetto dei grandi carrefours (incroci) urbani (Etoile, Alma, Opera, Trocadéro), la risistemazione e la realizzazione ex novo dei grandi parchi urbani.
In Italia, il modello del boulevard parigino trova ampia diffusione: ne sono un esempio i viali di circonvallazione della Firenze capitale, ma anche quelli torinesi e milanesi.
L’alberata avrebbe trovato spazio anche in altre importanti esperienze dell’urbanistica europea contemporanea. Ad esempio, nel piano di ampliamento (l’Eixample o Ensanche, 1859) di Barcellona dell’ingegnere Ildefonso Cerdà le strade sono diritte e si intersecano a croce. I principi ispiratori di Cerdà, poi codificati nella sua Teoría general de la urbanización, si traducono in una lottizzazione basata su una scacchiera regolare scandita da ampie strade alberate di 20 m. Per queste ultime alberate, Cerdà individua sezioni tipologiche ricorrenti strutturate con due fasce destinate ai pedoni, due alle carrozze e una centrale per il trasporto pubblico su ferro. L’alberata trova applicazione anche nella periferia est di Madrid, dove si realizza il primo modello di ciudad lineal (città lineare, 1882) di Arturo Soría y Mata, un quartiere lungo 5,2 km. La strada principale (larga 40 m) è composta da fasce, separate da alberate, che delimitano le diverse funzioni del sedime stradale: il binario della tranvia (7 m), il camminamento riservato ai pedoni (3 m), la pista ciclabile (4 m), la carreggiata (6 m). Sono alberate anche le strade trasversali (larghe 20 m), che incrociano l’asse ogni 80 o 100 m e la strada posteriore, a 200 m dalla strada principale.

L’alberata è l’elemento centrale di un altro fra gli interventi urbanistici più noti della seconda metà dell’Ottocento: la realizzazione della Ringstrasse (1859-1872), che ha trasformato Vienna in una grande capitale imperiale. L’editto del 1857 stabiliva la demolizione della prima cinta muraria e la riconversione del Glacis, la fascia ad anello di circa 6000 ettari lasciata sino ad allora libera da qualunque costruzione per esigenze di ordine militare. Il progetto definitivo, approvato nel 1859, vede come elemento centrale un’alberata anulare sede di linee di trasporto pubblico, lungo la quale si dispiega un sistema di spazi urbani ed edifici pubblici a carattere monumentale.

Bibliografia

Alphand A., Les promenades de Paris, Paris, 1867-1873; Leroy A., Les plantations en alignement, Paris, 1953; Migliorini F., Città e natura nel XX secolo, in Id., Verde urbano. Parchi, giardini e paesaggio urbano: lo spazio aperto nella costruzione della città moderna, Milano, 1989, pp. 169-212; Roggero Bardelli C., Modelli per una capitale europea, in Comoli V., Roccia R. (a cura di), Torino città di loisir: viali, parchi e giardini tra Otto e Novecento, Torino, 1996, pp. 80-83; Le strade alberate, in “Storia dell’Urbanistica”, n.s., 2 (1996), Roma, 1997; Sica P., Storia dell’urbanistica. L’Ottocento, Bari, 1977; Stübben J., Der Städtebau, Leipzig, 1924.

 

Alberata

Wikitecnica.com