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Alcázar

Termine spagnolo che deriva dall’arabo al-qasr e significa indifferentemente palazzo o fortezza. In Spagna indica intere località, come alcázar de San Juan in Castiglia, o il nome di fortezze e cittadelle realizzate durante la conquista musulmana. I più noti sono gli alcázar di Siviglia, Cordova, Toledo, Segovia.
L’alcázar di Siviglia era in origine un forte dei mori, diventato palazzo con gli almohadi per essere ampliato e portato a compimento da Pietro I di Castiglia dal 1364 in stile islamico, in quanto realizzato dalle maestranze musulmane integrate, che costituivano la comunità dei mudejares. A Cordova, invece, l’alcázar rimane un complesso fortificato, rinforzato a metà del XIV secolo. In questo caso non furono utilizzate maestranze mudejares, bensì di Burgos, preferendo tecnici esterni e “sicuri” rispetto a gruppi locali di stirpe musulmana. L’alcázar, inteso come polo militare, risultava isolato rispetto alla città, probabilmente anche per un controllo della stessa, e in ciò è paragonabile alla cittadella.
Da al-qasr dovrebbe derivare anche il termine cassero, usato per definire l’elemento difensivo principale, o mastio, e il cassaro della città di Palermo e della Provincia di Siracusa.

Bibliografia

Franchetti Pardo V., Storia dell’urbanistica. Dal Trecento al Quattrocento, Roma-Bari, 1994; Nallino C.A., voce “Alcázar”, in Enciclopedia Italiana di scienze, lettere e arti, II, Roma, 1950 (1ª ed. 1929), p. 236.

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