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Alterazione cromatica

Alterazione cromatica di una pietra per effetto dell'assorbimento di sali solubili, Roma, Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali.
Alterazione cromatica di una pietra per effetto dell'assorbimento di sali solubili, Roma, Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali.

Definizione

È la variazione del colore originale del materiale. L’alterazione cromatica può manifestarsi in zone ampie o essere localizzata in piccole porzioni del manufatto. È visibile a occhio nudo sulle superfici e definibile attraverso i parametri che definiscono il colore: tinta (hue), chiarezza (value), saturazione (chroma). L’alterazione cromatica può essere provocata da cause chimiche, fisiche, biologiche e antropiche e svilupparsi sia sulla superficie che in profondità sui materiali costituenti le opere (pietra, intonaci, metalli, pellicola pittorica).

Alterazione cromatica per cause chimico-fisiche

È determinata dall’azione di materiali inquinanti veicolati dall’aria o dall’acqua nel complesso sistema aria-acqua-manufatto in cui si trova a interagire l’opera. Causano questo tipo di degrado polveri, sali disciolti nell’acqua e prodotti delle combustioni. L’alterazione cromatica causata dalle polveri può manifestarsi sia con accumulo di depositi di particolato, sotto forma di croste nere disomogenee più o meno spesse e di colore scuro sulle superfici, sia con il deposito di particolato sulle superfici esposte in ambienti confinati. I sali disciolti nell’acqua trasportati all’interno dei manufatti, in particolare degli intonaci ma più in generale delle murature, causano sbiancamenti e gore sulle superfici. Lo sbiancamento si manifesta con l’offuscamento parziale (efflorescenze saline) o totale delle superfici (strato di carbonato). I fumi prodotti dalle combustioni, aggregati in aerosol, aderendo alle superfici causano alterazione cromatica. L’alterazione cromatica di alcuni colori delle pitture murali e delle pietre colorate è dovuta alla trasformazione del materiale originale a seguito di reazioni chimiche o combustioni. Il viraggio del blu dell’azzurrite in colore verde o nero, quello del bianco della biacca in colore nero o del rosso del cinabro in colore nero sono prodotti dalla reazione chimica con materiali alcalini come la calce del substrato o con i composti dello zolfo, mentre la trasformazione dell’ocra gialla in ocra rossa è causata dal forte calore della combustione. Alcuni coloranti e lacche, in genere di origine organica, sono molto instabili alla luce e tendono a scolorire perdendo di intensità.

Alterazione cromatica per cause biologiche

In questo caso è determinata dalla proliferazione di microrganismi in condizioni favorevoli di umidità e illuminazione. Le principali specie coinvolte sono batteri, alghe, funghi, licheni, muschi.

Alterazione cromatica per cause antropiche

Deriva dal degrado dei prodotti originali o della manutenzione che, alterandosi, provocano il cambiamento della cromia originale dell’opera. L’esempio più evidente è lo scurimento delle vernici sia originali che di restauro o degli oli di manutenzione che causano un annerimento delle superfici fino alla perdita della lettura dell’opera.

Bibliografia

CNR-ICR, NORMAL – 1/80, Alterazioni macroscopiche dei materiali lapidei: lessico, Roma, 1980; CNR-ICR, NORMAL – 1/88, Alterazioni macroscopiche dei materiali lapidei: lessico, Roma, 1990; ICR, DIMOS parte II – modulo 1, Fattori di deterioramento, Roma, 1979; Giannini C., Roani R., Dizionario del restauro e della diagnostica, Firenze, 2003; Nimmo M. (a cura), Pittura Murale, proposta per un glossario, Bergamo, 2001; UNI 11182:2006, Beni culturali. Materiali lapidei naturali e artificiali. Descrizione della forma di alterazione. Termini e definizioni.

 

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