Ambiente | Wikitecnica.com

Ambiente

Esempio di ambiente naturale estremamente suggestivo: la Desolation Valley in Sud Africa (Foto R. Di Pietro).
Esempio di ambiente naturale estremamente suggestivo: la Desolation Valley in Sud Africa (Foto R. Di Pietro).

Definizione-Etimologia

Il termine deriva dal latino ambiens, participio presente del verbo ambire nel significato di andare intorno, circondare. L’ambiente potrebbe essere quindi definito come “tutto ciò che sta intorno o che circonda qualcosa”. Anche in altre lingue europee la traduzione del termine  richiama l’idea del circondare o del moto circolare, ad esempio nel francese environnement così come nell’inglese environment, o nel tedesco Umwelt.

Accezioni del termine

Una definizione univoca e universalmente accettata del termine ambiente non esiste in quanto nel linguaggio comune questo termine può assumere una pluralità di significati diversi a seconda della disciplina nel contesto della quale tale vocabolo viene utilizzato.
Per alcuni l’ambiente è rappresentato dal contesto fisico e biologico (insieme dei fattori esterni, biotici e abiotici), che circonda un organismo, una popolazione di individui o una comunità biotica (biocenosi) e ne influenza la vita e lo sviluppo. Ne consegue che l’intera biosfera non è altro che l’insieme dei vari ambienti presenti sulla Terra. Impostando questo concetto secondo una visione antropocentrica, l’ambiente diviene l’insieme di tutti quegli elementi, fiosiografici, floristici e faunistici, ma anche storici, culturali, sociali eccetera, che circondano l’essere umano.
In ecologia l’ambiente rappresenta l’insieme dei fattori esterni a un organismo che ne influenzano la vita, e in questo senso si denota una stretta relazione con la definizione stessa di ecologia intesa come la scienza che si occupa del rapporto tra gli organismi viventi e il loro ambiente. Tra i fattori ambientali che condizionano la vita di un organismo si riconoscono quelli abiotici (temperatura, umidità, pressione, altitudine, litologia, geomorfologia ecc.) e quelli biotici (interazione con altri tipi di organismi che convivono nella stessa area e con le loro attività). È noto infatti come la presenza di una specie che espleti le proprie funzioni fisiologiche in un dato sito modifichi i normali parametri ambientali interferendo in maniera più o meno significativa con la vita di tutte le altre specie che popolano la stessa area. Ovviamente le molteplici capacità della specie Homo sapiens di modificare, trasformare e spesso devastare l’ambiente che la circonda sono ben note. Esistono milioni di altri casi tuttavia in cui le interazioni biotiche tra organismi che portano a modificazioni dell’A. sono di minore entità e riconoscibili solo a occhi esperti.
I diversi tipi di ambiente vengono normalmente definiti sulla base del tipo di organismo, popolazione, comunità oggetto dello studio. Quando l’elemento di riferimento sono le singole specie, la terminologia scientifica tende a sostituire la parola ambiente con il termine habitat. Oltre che indicare l’insieme delle condizioni fisiche e biotiche che circondano organismi e/o comunità di organismi, il termine può avere anche un’accezione ecologica più comprensiva e globalizzante come nel caso della grande divisione tipologica in ambiente acquatico o subacqueo e ambiente subaereo o terrestre. Ovviamente a questa prima grande separazione possono far seguito ulteriori sottodivisioni gerarchiche per cui l’ambiente  subacqueo prevede in prima analisi un ambiente marino, uno salmastro e uno di acque dolci, mentre quello terrestre prevede un ambiente epigeo e un ambiente ipogeo e così via.
Ancora, il termine può essere utilizzato in chiave macrogeografica per indicare vaste aree della superficie terrestre caratterizzate da macrosistemi paesaggistici molto rappresentativi (ad esempio ambiente desertico, ambiente della foresta equatoriale, ambiente della savana, ambiente della steppa ecc.) per i quali la terminologia fitogeografica utilizza il più appropriato concetto di bioma. Altre volte il termine viene utilizzato per fornire delle informazioni di tipo climatico o bioclimatico (ambiente oceanico, ambiente continentale, ambiente submediterraneo ecc.).
Nei casi in cui il termine ambiente venga utilizzato nel linguaggio corrente senza specificare quale tipo di organismo sia da porre in relazione a esso è implicito supporre che si faccia riferimento all’ambiente umano. Considerando la presenza pressoché ubiquitaria della specie umana sulla superficie terrestre, l’ambiente così inteso verrebbe a corrispondere all’intero globo terrestre. Il concetto di salvaguardia dell’ambiente assume oggi un significato planetario e comprensibile a tutti proprio in virtù dell’infinita molteplicità e ripetitività di emergenze locali.
L’uomo è sicuramente il principale agente modellatore e perturbatore dell’ambiente in cui vive, per cui nell’ambito dell’A. umano è necessario distinguere tra due tipologie estremamente differenti in chiave tanto fisionomica quanto funzionale, ossia tra ambiente naturale e ambiente antropizzato. Al primo corrisponde l’ambiente fisico e biotico all’interno del quale è inserito l’essere umano in qualità di componente passivo mentre l’ambiente antropico prende in considerazione anche tutte quelle modifiche che l’essere umano è in grado di produrre sull’ambiente naturale attraverso le proprie attività.
Oltre all’ecologia e alla conservazione della natura esistono diverse altre discipline che intendono l’ambiente come contesto fisico all’interno del quale si manifestano determinati eventi. Le scienze antropologiche si sono spesso occupate del fenomeno per cui ambiente simili tendono a produrre risvolti culturali analoghi come ad esempio avviene per le popolazioni che mai hanno avuto modo di venire a contatto tra loro come i boscimani africani e gli aborigeni australiani. Per la psicologia sociale l’ambiente è quel contesto fisico, sociale e culturale capace di determinare i risvolti comportamentali dell’individuo e/o della collettività attraverso un imput più o meno continuo di stimoli.
Nel campo dell’architettura sono molteplici le discipline che approfondiscono temi legati al rapporto tra ambiente costruito e ambiente naturale nonché problematiche legate al paesaggio: tra esse, ad esempio, la progettazione ambientale, la pianificazione ambientale, l’architettura ambientale, la bioarchitettura, l’architettura bioclimatica ecc.

Salvaguardia dell’ambiente

Il progresso scientifico e tecnologico, insieme ai grandi cambiamenti socio-economici che hanno caratterizzato la prima metà del XX secolo, ha determinato un incremento esponenziale nelle capacità di sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo accompagnato da una serie di conseguenze estremamente nefaste per l’ambiente (inquinamento dell’aria e delle acque, aumento dell’anidride carbonica, inaridimento del suolo, desertificazione, deforestazione, cementificazione ecc.).
Proprio per far fronte ai molteplici aspetti del degrado ambientale e per proporre nuovi modelli comportamentali nel rapporto uomo-ambiente sono fioriti nel tempo numerosi movimenti ambientalisti esplosi nel periodo della contestazione giovanile degli anni Settanta e riuniti sotto la denominazione collettiva di ambientalismo. Fu proprio nella prima metà degli anni Settanta che il movimento ambientalista assunse definitivamente una dimensione internazionale, grazie alla Conferenza delle Nazioni Unite per l’Ambiente umano sul tema delle problematiche ambientali legate alle politiche di sviluppo che si tenne a Stoccolma nel giugno del 1972. Nel dicembre dello stesso anno, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì l’UNEP (United Nation Environment Programme), un’agenzia deputata a promuovere e coordinare l’azione ambientale con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile.
I cambiamenti climatici, il pauroso depauperamento delle risorse e della diversità biologica a diversa scala fecero tornare prepotentemente alla ribalta la questione ambientale durante l’ultimo decennio del Novecento che culminò con la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992 (vent’anni dopo Stoccolma) e che portò nuovamente i governi del mondo a confrontarsi e a orientarsi verso un concetto di sviluppo sostenibile che fosse realmente capace di preservare le risorse ambientali per le generazioni presenti e future. La Conferenza di Rio fu uno degli eventi più importanti in tema di politiche ambientali in quanto portò gli Stati alla sottoscrizione di numerosi documenti volti ai principi della salvaguardia ambientale quali, tra gli altri, la Convenzione sul cambiamento climatico (UNFCCD) e quella sulla diversità biologica (CBD).

Bibliografia

Bennett G., Guidelines on the application of existing international instruments in developing Pan-European Ecological Network. Committee for the Activities of the Council of Europe in the field of Biological and Landscape Diversity, in “Nature and Environment”, Council of Europe Publishing, 124, 2002; Bullini L., Pignatti S., Virzo De Santo A., Ecologia generale, Torino, 1998; Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, The l’Aquila charter for the protection of the biodiversity of the montane areas, in “Fitosociologia”, 39, 2, 2002, pp. 95-96.

 

Ambiente

Wikitecnica.com