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Ambulacro

(in collaborazione con Paola Gallio)

Definizione – Etimologia

Dal latino ambulacrum (passeggio) e, anche, lo spazio architettonico destinato al passeggio. Gli antichi avevano due espressioni, ambulacrum e ambulatio, con le quali indicavano rispettivamente il passeggio all’aperto quando il luogo era fiancheggiato da alberi o una costruzione coperta destinata al passeggio ed anche il piano superiore del portici (ambulatio pensilis). Inoltre con ambulacro si intende uno spazio secondario usato come disimpegno.

Generalità

Nei templi antichi l’ambulacro era lo spazio fra il colonnato esterno e il muro della cella; Vitruvio invece usava il termine ambulatio per definire l’ampio spazio intorno alla cella reso disponibile dall’adozione del tipo pseudodiptero (III, 3, 8).
Nell’architettura medievale indica un vano intorno alla tomba di un martire sia posto sotto l’altare maggiore (San Pietro a Roma) sia esterna al presbiterio (cripta di Saint Philibert-de-Grandlieu, Saint Germain a Auxerre, Corvey). Successivamente l’ambulacro definisce il corridoio anulare che circonda l’abside in ideale prosecuzione delle navate laterali, consentendo un percorso continuo ai visitatori senza interferire con la navata centrale e il presbiterio; inoltre in alcuni casi l’ambulacro da accesso alle cappelle radiali. Usato quindi come sinonimo di deambulatorio è presente sopratutto nell’architettura romanica dei paesi nordici (Saint Philibert a Tournus, Abbazia di Jumièges, Saint Sernen a Tolosa) e sopratutto nelle grandi chiese e cattedrali gotiche.
Nel Quattrocento e nel Cinquecento è impiegato più raramente spesso come citazione medievalistica (Sant’Ambrogio e Carlo a Roma). L.B. Alberti considera il vestibolo di un edificio una sorta di ‘ambulacro’ cioè un luogo coperto dove si poteva passeggiare. L’etimologia spiega come la trasformazione del significato del termine segua i cambiamenti nella forma del percorso legata all’azione del camminare nelle diverse architetture. In origine ambulacro è, infatti, lo spazio tra la cella del tempio e il colonnato esterno. In età romana indica il corridoio anulare dei teatri e degli anfiteatri, come pure gli spazi distributivi colonnati delle grandi ville.
Nelle chiese, dall’architettura paleocristiana in poi, l’ambulacro si conforma al moto circolare che i fedeli compiono intorno all’altare o a una reliquia, adattandosi organicamente all’impianto di edifici polari, rispondendo anche all’esigenza di collaborare staticamente a contrastare le spinte orizzontali della cupola, come nelle strutture anulari colonnate delle chiese a pianta centrale o nella sequenza di campate intorno all’abside delle chiese gotiche (deambulatorio). Ne sono esempi indicativi l’ambulacro della Grande Caccia nella Villa romana del Casale a Piazza Armerina (III-IV sec. d.C.) e il Mausoleo di S. Costanza, Roma (IV sec. d.C.).

 

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