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Anatirosi

Kos (Grecia), peristilio del Santuario di Afrodite Pandàmos e Pontìa. Capitello dorico: anatirosi a corona circolare sul letto di posa.
Kos (Grecia), peristilio del Santuario di Afrodite Pandàmos e Pontìa. Capitello dorico: anatirosi a corona circolare sul letto di posa.

Definizione – Etimologia

Dal greco anathyróo (rifinire). Tecnica costruttiva diffusa nell’architettura greca sin dall’età arcaica al fine di ottenere giunti perfetti tra i blocchi in pietra.

Generalità

Il termine designa una lavorazione specifica delle superfici di contatto (facce di giunzione), non a vista. In particolare, riguardava i piani verticali di contatto nel caso di blocchi murari, le superfici orizzontali per rocchi di colonna, basi, capitelli. La tecnica prevedeva un trattamento differenziato nella lavorazione della superficie: la parte più centrale si lavorava con martellina e punteruolo in modo da renderla in leggero sottosquadro, evitando così il contatto tra i blocchi. Invece la fascia periferica, prossima agli spigoli, veniva perfettamente levigata a gradina fine con scalpello diritto, per ottenere la perfetta aderenza tra superfici. Così si assicurava il perfetto contatto tra due blocchi adiacenti e, data la giunzione riservata esclusivamente alla stretta fascia perimetrale anziché a tutta la superficie, non si incorreva in un inutile aggravio di lavoro e, soprattutto, in costi di esecuzione elevati. Generalmente l’anatirosi presenta una forma a Π (pi greca) nella parte superiore e ai lati di un blocco di forma parallelepipeda, nel caso di blocchi murari o gradini. Si ritrova, invece, a forma di Γ (gamma) sui blocchi di strutture murarie a doppio paramento. Si parla di anatirosi a corona circolare nel caso di rocchi di colonna.

Bibliografia

Ginouves R., Martin R., Dictionnaire méthodique de l’architecture grecque et romaine, I, Paris, 1985; Livadiotti M., in Lippolis E., Livadiotti M., Rocco G., Architettura greca, Milano, 2007, pp. 901-902; Martin R., Manuel d’architecture grecque, I, Paris, 1965.

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