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Angiporto

Dal latino angiportum, parola composta da angere, “stringere”, e portus, “passaggio”. Varrone invece sosteneva che la parola era formata da angustus, “angusto”, e portus, “passaggio”. Nel mondo romano designava gli stretti vicoli che separavano due file di case. Un esempio di angiporto ancora visibile si può trovare presso la chiesa di San Clemente a Roma, scendendo al secondo livello inferiore rispetto a quello attuale.
In modo similare, il termine di angiporto può essere impiegato per specificare un passaggio coperto ottenuto costruendo dei voltoni impostati fra due edifici; più in generale, la parola è utilizzata per indicare una strada stretta e angusta o un vicolo cieco. Anticamente poteva indicare anche la darsena o il deposito di merci situati nella parte più difesa di un porto. Il lemma in tempi recenti è stato utilizzato sopratutto per indicare luoghi bui e malfamati di una città, soprattutto nei pressi dei porti.

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