Anonima, architettura | Wikitecnica.com

Anonima, architettura

Trulli, Alberobello a Bari.
Trulli, Alberobello a Bari.

Definizione – Etimologia

Dal greco anonymos, comp. di an- privativo e onoma, nome. Architettura prodotta per ripetizione consuetudinaria di tipi edilizi, con impiego di tecniche tradizionali.

Generalità

Per architettura anonima s’intende quella produzione architettonica realizzata da una comunità in stretta relazione con il proprio ambiente geo-materiale e culturale. Si sviluppa in parallelo a un’architettura ufficiale “colta”, legata al nome dell’architetto che l’ha disegnata, da cui si differenzia in relazione al grado di consapevolezza civile della società che la promuove. P. Belluschi la definisce “arte non prodotta da pochi intellettuali o specialisti, ma dall’attività spontanea e costante di un intero popolo, partecipe di una stessa cultura ed operante sulla base di una comunanza di esperienze”.
Il termine anonima accomuna fenomeni dotati spesso di una certa autonomia: vernacolare, spontanea, indigena, primitiva, rurale, elementare, tutte declinazioni di uno stesso concetto. L’aggettivo può essere dunque riferito a un’ampia gamma di forme e tipi edilizi: dal riparo a intreccio ligneo, proprio di quasi tutte le culture etnologiche, alle capanne in terra cruda, alle costruzioni in scaglie di pietra.
Le maggiori permanenze protostoriche si ritrovano, ancora oggi, negli elementi accessori alle case: granai, fienili, ricoveri temporanei per il bestiame sono tutte strutture che mantengono, spesso, un legame diretto e puntuale con le forme originarie. A fronte di una forte stabilità dei tipi abitativi prodotti dall’architettura anonima, si accompagna una sensibile varietà di forme e nomi derivanti dalla grande varietà di popoli e aree geo-materiali in cui si sono sviluppate: “trulli” e “caselle” in Puglia, “pinnete” in Sardegna, “dammusi” in Sicilia ecc. Si tratta di edifici monocellulari, a pianta circolare, che, con le prime economie stanziali e l’adozione della pianta quadrangolare, costituiranno il prologo materiale alle grandi ville rustiche europee e italiane (esemplari le ville venete tra XV e XVIII secolo).
L’architettura anonima non è, tuttavia, prodotta esclusivamente da culture rurali. Anche gran parte dell’architettura popolare e borghese con cui si è costruita la città storica, edificata per iniziativa di artigiani e piccoli mercanti, può essere riferita alla “architettura senza architetti”. Quasi tutti i tessuti urbani fino al XIX secolo sono formati da architettura anonima, in quanto espressione diretta della società che in esse si riflette e si riconosce. A differenza dell´architettura “colta”, infatti, l’architettura anonima risulta fortemente conservativa. Non è un caso se proprio il mondo rurale, tradizionalmente più lento ai cambiamenti, sarà anche il luogo dove le forme più antiche di architettura anonima manterranno una maggiore continuità.

Bibliografia

Buti G., La casa degli indoeuropei, Firenze, 1962; Cataldi G., All´origine dell´abitare, Firenze, 1986; Falasca C., Dal clima alla tipologia edilizia, Firenze, 1985; Guidoni E., L´architettura popolare italiana, Bari, 1980; Moholy-Nagy S., Native genius in Anonimous Architecture, New York, 1957; Oliver P., Shelter, Sign and Symbol, London, 1975; Pagano G., Daniel G., Architettura rurale in Italia, Milano, 1936; Rudofsky B., Architecture without Architects, New York, 1965.

 

Anonima, architettura

Wikitecnica.com