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Apparecchio murario (tecnologia)

Pozzuoli (Napoli), apparecchio murario in opus reticulatum.
Pozzuoli (Napoli), apparecchio murario in opus reticulatum.

Definizione

Con l’espressione apparecchio murario si è soliti indicare la disposizione e l’organizzazione degli elementi naturali od artificiali che costituiscono il muro e la tecnica utilizzata per costruire una parete.

Nella tecnologia dell’architettura il termine indica generalmente la disposizione combinata di elementi di piccole dimensioni (solitamente di laterizio o pietra) secondo regole geometriche oramai consolidate, mentre la disposizione di blocchi di dimensioni maggiori viene più frequentemente indicata con il termine muratura. Indipendentemente dall’uso finale della parete (portante, di tamponamento, divisoria e di separazione), tutti gli apparecchi murari seguono, per la disposizione organizzata degli elementi, regole comuni che consistono in indicazioni geometriche e dimensionali, in rapporto al modulo dell’elemento base, e in indicazioni costruttive per la realizzazione di giunti, tenuto conto delle variazioni dimensionali dei materiali. Il mattone in laterizio di dimensioni standardizzate 12x25x5,5 cm (il cosiddetto mattone UNI) permette molteplici tipi di apparecchiature murarie.
Nell’uso del mattone faccia a vista, inoltre, l’impiego di differenti apparecchiature murarie comporta differenti tessiture (o texture) di facciata. La modularità che esiste tra le tre dimensioni del mattone consente di apparecchiare gli stessi elementi di piatto, di fascia o di punta, rimanendo sempre all’interno degli stessi spessori (mattone UNI=25(l)x12(b)x5,5(s) cm – l=2b+1 e b=2s+1 dove 1 è lo spessore di malta tra elemento ed elemento).

Generalità

Tutte le apparecchiature murarie sono caratterizzate dalla discontinuità dei giunti verticali. Una corretta apparecchiatura muraria, infatti, ottenuta tramite l’alternanza dei giunti, garantisce la monoliticità della muratura. Tale discontinuità è fondamentale perché la muratura risulti resistente ai carichi verticali. Sebbene le apparecchiature possibili appaiano infinite e legate esclusivamente alle dimensioni geometriche degli elementi che le compongono, la normativa obbliga a determinate prescrizioni. Le differenti apparecchiature rispondono, quindi, sia ad esigenze di carattere strutturale sia di carattere estetico.

Elementi di dimensioni ridotte permettono apparecchiature più complesse e strutturate. L’architettura regionale italiana, ad esempio, è caratterizzata proprio dalle differenti apparecchiature murarie che nel corso dei secoli si sono andate consolidando; tale differenziazione è dovuta principalmente alla reperibilità in loco di materiali e prodotti, caratterizzati da forme e dimensioni specifiche, e quindi da una manodopera formatasi nei secoli secondo regole d’arte ben consolidate.

La realizzazione di murature secondo una certa apparecchiatura è ancora oggi una operazione che richiede una certa maestria del mestiere e rimane affidata all’abilità del singolo muratore. È fondamentale che il progetto rispetti i vincoli che derivano da una scelta di disposizione della muratura, in particolare evitando, con un corretto dimensionamento, di dover far ricorso, ad esempio, al taglio del mattone o all’uso di pezzi di dimensioni speciali. A tale proposito esistono semplici formule matematiche utilizzabili per calcolare esattamente la lunghezza delle murature, in relazione al tipo di apparecchiatura. Ad esempio A=nb+ng-1 cm, O=nb+ng+1cm, V=da nb+ng dove A è la misura esterna del muro, O è la misura interna, V è la misura di una sporgenza, n il numero di elementi, b la misura della testa del mattone e g la misura del giunto.

Il tipo di apparecchiatura più semplice è quella della muratura ad una testa, nella quale i mattoni vengono disposti a formare una muratura di 12 cm di spessore con fasce sovrapposte alternate di mezzo mattone in modo da permettere la discontinuità dei giunti. La tessitura di facciata (detta a cortina) si presenta con i mattoni disposti tutti di lista (o di fascia), ovvero secondo il lato lungo. L’apparecchiatura a due teste, invece, prevede che i mattoni vengano disposti di testa a formare una muratura di 25 cm di spessore, sempre con fasce sovrapposte alternate. La tessitura di facciata (detta di testa) si presenta con il lato corto (12 cm) del mattone a vista ed è caratterizzata da una presenza molteplice di giunti verticali che rendono la muratura stessa poco adatta alle alte sollecitazioni. La muratura a due teste, proprio per ovviare a questa problematica, può presentarsi con differenti apparecchiature degli elementi. Tra le più conosciute ci sono l’apparecchiatura a due teste fiamminga (o olandese), nella quale ad un corso di mattoni messi di testa fa seguito un corso di mattoni messi di fascia, in modo da ridurre il numero dei giunti verticali ed ottenere una tessitura a corsi alternati. Sempre con la stessa funzione vanno citate l’apparecchiatura gotica (o polacca), a blocco (o inglese) e a croce. L’apparecchiatura a tre teste prevede che per ogni corso ci siano mattoni disposti di testa e di fascia, fino ad arrivare allo spessore di 38 cm (25+1+12 cm). La tessitura di facciata in questo caso è differente a seconda del punto di osservazione (ad esempio esterno o interno) ma prevede sempre l’alternanza dei giunti verticali. Oggi difficilmente si realizzano apparecchiature murarie superiori alle tre teste ma è possibile trovare pareti di edifici storici realizzati anche a quattro teste. Un particolare tipo di apparecchiatura muraria è quella denominato “muratura listata”. Questa tipologia di apparecchiatura prevede l’uso di blocchi di pietra non squadrata intervallati da liste di mattoni di laterizio. I mattoni hanno la funzione di regolarizzare (ad altezze solitamente di 1 m) la muratura in pietra e formare un piano da cui ripartire per la costruzione della muratura.

Bibliografia

Brambilla G.F., Il manuale del mattone faccia a vista, Roma 2000; Torricelli M. C., Del Nord R., Felli P., Materiali e tecnologie dell’architettura, Bari 2002.

 

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