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Appartamento (progettazione)

Definizione – Etimologia

Dallo spagnolo antico apartamiento, luogo appartato. Insieme dei vani di una casa plurifamiliare che costituiscono l’abitazione di una singola famiglia, cui si accede da un comune vano scala. Nel tipo più diffuso di casa plurifamiliare, la casa in linea, l’appartamento deriva in genere dalla rifusione di due (a volte più) case a schiera preesistenti, dove, alla sovrapposizione verticale dei vani distribuiti da una scala privata, viene sostituita una distribuzione orizzontale, su un solo piano, di unità abitative servite da una scala comune.

Processo formativo

Nell’appartamento permane dunque, dell’edilizia abitativa più antica, gran parte della logica strutturale e, soprattutto, il modulo originale della cellula edilizia quadrangolare, adattata (suddivisa o riunita ad altre cellule) alle funzioni specifiche che svolge all’interno dell’appartamento stesso: camera da letto, soggiorno, vani di servizio ecc. I diversi vani vengono distribuiti da un corridoio, che tende a dividere gli ambienti di servizio, collocati sul retro dell’edificio, dai vani utilizzati durante il giorno (soggiorno, pranzo, studio) e da quelli utilizzati durante la notte (camere da letto). 

L’appartamento delle case in linea ottocentesche impiega estesamente questo tipo di distribuzione, declinandolo in diverse versioni, dalle residenze borghesi articolate su molti vani specializzati, alle case di affitto, all’edilizia economica e popolare (si vedano, ad esempio, gli appartamento dei quartieri costruiti dall’Istituto Case Popolari, ICP, a Roma agli inizi del XX secolo al Trionfale, a Piazza d’Armi, al Tiburtino ecc.). 

L’architettura moderna

Anche nelle esperienze dell’architettura moderna, l’impianto di questo tipo di abitazione, razionalizzato dagli studi sull’economia costruttiva e distributiva, permane senza sostanziali differenze. Si vedano, ad esempio, nelle sperimentazioni del quartiere Weissenhof a Stoccarda (1927), le piante degli appartamenti progettati da L. Mies van der Rohe o nella Siemensstadt a Berlino (1929-1930), le piante degli appartamenti progettati da H. Häring, W. Gropius, F. Forbat, H. Scharoun, a corpo di fabbrica doppio strutturale e triplo distributivo, organizzate intorno a un “disimpegno” di accesso che distribuisce i diversi vani. Compare tuttavia, in queste come in altre contemporanee ricerche, l’attitudine a ridurre gli ambienti di passaggio per l’ingresso ai vani, premessa ai successivi sviluppi del tipo a “soggiorno passante”, divenuto di uso comune a partire dagli anni Settanta, dove lo spazio della zona giorno assume anche la funzione distributiva svolta in precedenza del corridoio. La ricerca verso l’introduzione di una progressiva fluidità negli spazi dell’appartamento è testimoniata da molte esperienze contemporanee che, in alcune aree, hanno sviluppato una radicata tradizione.

Esempi di innovazioni nei tipi consolidati

Tra i molti esempi si possono citare le ricerche barcellonesi sulla geometria diagonale, da quelle di A. Gaudì (casa Milà, 1910) a quelle di J.A. Coderch (case ISM, 1951), fino a quelle di C. Ferrater Lambarri (case ad A. sulla Diagonal, 2008).

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