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Appartamento

Studi di A. Klein, da "Beiträge zur Wohnungsfrage als praktische Wissenschaft", in «Zeitschrift für Bauwesen», Berlino, 1930, n. 10.
Studi di A. Klein, da "Beiträge zur Wohnungsfrage als praktische Wissenschaft", in «Zeitschrift für Bauwesen», Berlino, 1930, n. 10.

Definizione – Etimologia

Insieme di unità ambientali dimensionate e attrezzate diversamente, unite al fine di costituire un’abitazione autonoma rispetto alle altre contenute nel medesimo edificio. Nei palazzi principeschi si considera appartamento l’insieme delle stanze che costituiscono l’abitazione di un singolo o un insieme di persone ad esempio gli appartamenti del principe o gli appartamenti della servitù. Negli alberghi di lusso è un alloggio costituito da più locali comunemente detto suite. Sp. ant. apartamiento (luogo appartato), probabilmente derivato da apartarse (appartarsi), da aparte, (a parte).

Derivazione – Processo formativo e filoni tipologici

La nascita della tipologia di alloggio detta appartamento si può far risalire sino agli antichi egizi in riferimento alle stanze private relative a ciascun membro della corte. Analogamente si può anche parlare di appartamenti per quanto riguarda i palazzi della civiltà minoica. In questa accezione si può parlare di appartamento sia nei castelli che nei palazzi rinascimentali. Tuttavia è sicuramente l’insula romana il primo esempio in cui prenda corpo l’appartamento nel senso moderno del termine. Qui la residenza plurifamiliare, di cui l’appartamento è l’elemento base, non è legata alla figura di un sovrano o ad esigenze difensive ma nasce con lo scopo specifico di dare alloggio alla popolazione. Tale analogia rende l’insula il primo esempio storico in cui si possa parlare di appartamento in senso moderno. Elemento base della residenza plurifamiliare, è il centro della ricerca moderna sull’alloggio di massa che tenta di raggiungere l’obbiettivo dell’alloggio minimo standardizzato.
Dal rapporto dell’appartamento con il vano scala e dalla sua aggregazione, derivano la tipologia e la morfologia dell’ edificio (ad es. casa in linea, casa a torre, casa a ballatoio; casa). L’impianto distributivo si articola solitamente mediante una distinzione netta tra zona giorno e zona notte, in opposizione alla distribuzione indifferenziata ottocentesca. In alcuni si può prevedere la concentrazione dei servizi lasciando negli appartamenti solo gli elementi essenziali (ad es. cohousing; casa). L’appartamento si può sviluppare su un solo piano, definito appartamento simplex, oppure può articolarsi, mediante una scala interna, su due o tre piani, definito rispettivamente appartamento duplex o appartamento triplex. L’appartamento può essere mono-affaccio, bi-affaccio o tri-affaccio, a seconda dell’aggregazione delle singole unità abitative. Per la casa in linea, qualora gli appartamenti siano bi- o tri-affaccio essi si potranno distribuire secondo schemi planimetrici definiti a corpo doppio, triplo, o quadruplo. Nel corso del Novecento si è sviluppata la prassi di riutilizzare interi piani di edifici, in origine destinati ad attività produttive o magazzini, per farne unità abitative.
Tale consuetudine si è consolidata dando origine ad una nuova tipologia di appartamento derivante da tale riuso, detto loft. L’appartamento può essere definito open space, letteralmente spazio-aperto; questa seconda categoria è descrittiva delle qualità dello spazio, nasce per descrivere grandi spazi privi di elementi divisori fissi e con destinazione d’uso prevalentemente per uffici. Con il tempo tale categoria è stata utilizzata anche per descrivere unità abitative ibride funzionalmente almeno negli spazi comuni (open space). Pertanto per appartamento open space si intende una unità abitativa in cui, solitamente, almeno soggiorno e cucina siano realizzati nella stessa unità ambientale.

 

 

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