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Archivistica

Sommario: 1. Definizione-Etimologia2. Partizioni disciplinari3. Generalità: concetto e natura degli archivi4. Tipologie, gestione, fruizioneBibliografia

1. Definizione-Etimologia

Disciplina che concerne gli archivi (archivio), la loro formazione, organizzazione, disposizione, conservazione, utilizzazione, salvaguardia e valorizzazione. L’archivistica si occupa di tutti gli aspetti della vita dei complessi documentari e ne analizza la natura, l’origine, le tipologie, la struttura, l’ordinamento, l’inventariazione, la descrizione, la selezione e lo scarto, la metodologia della ricerca, la regolamentazione. Fanno parte del campo d’indagine della disciplina, oltre agli aspetti teorici, pratici e metodologici, anche quelli storici: la storia degli archivi e della stessa archivistica, la storia dei soggetti produttori degli archivi e quella della tradizione degli specifici fondi. L’archivistica è una materia autonoma e specialistica, sia dal punto di vista dottrinale sia operativo, afferente al settore storico, giuridico e istituzionale.

2. Partizioni disciplinari

Archivistica generale, detta anche archivistica pura o teorica: si tratta della scienza archivistica propriamente intesa, con i suoi principi e metodi. In alcuni Paesi stranieri viene chiamata archiviologia.
Archivistica speciale: tratta la storia dei soggetti produttori degli archivi; è quindi storia di istituzioni, enti, famiglie, persone nel loro rapporto con la società, che dà luogo all’archivio e che condiziona il suo ordinamento, la sua conservazione, la sua tradizione.
Storia degli archivi e dell’archivistica: è la storia del ruolo e della presenza degli archivi nella storia della civiltà, nelle diverse epoche e Stati, nell’evoluzione delle tecniche archivistiche e dei sistemi burocratici, nello sviluppo della disciplina archivistica
Archivistica comparata: è lo studio comparato della teoria e della metodologia archivistica nei diversi Paesi.
Archiveconomia: è lo studio degli strumenti, delle tecniche, dei sistemi e dei luoghi di conservazione del materiale documentario. Comprende anche la prevenzione dai rischi, il restauro, i modi di riproduzione dei documenti.
Archivistica corrente: è la gestione dei documenti correnti e dei flussi documentari, più conosciuta come records management.
Legislazione archivistica: è lo studio delle norme giuridiche e amministrative riguardanti gli archivi, la produzione documentaria, la sua accessibilità, la sua conservazione.
Archiviografia: è la metodologia della descrizione archivistica, che ha avuto un impulso notevole con la definizione di standard internazionali.
Archivistica informatica: è l’informatica applicata agli archivi, sia tradizionali sia di documenti elettronici.
Archiveuristica: è lo studio della metodologia della ricerca archivistica, sia a fini amministrativi sia più comunemente storici.
Archivistica applicata: è l’archivistica di uno specifico settore, che, per i particolari oggetti documentari conservati, richiede la conoscenza specifica anche di altre discipline o comparti operativi: archivi di architettura, scientifici, d’impresa, musicali, della moda.

3. Generalità: concetto e natura degli archivi

Gli archivi sono costituiti da complessi di documenti, qualunque sia il supporto su cui questi sono scritti o registrati. Si considera archivio l’insieme dei documenti prodotti o ricevuti da un soggetto individuale o collettivo (ufficio, ente, associazione) nello svolgimento delle sue attività e funzioni e nel perseguimento dei suoi interessi e finalità. I documenti sono testimonianza e memoria oggettivata delle azioni e delle interazioni degli uomini in tutte le situazioni e le attività giuridiche, amministrative, sociali. I complessi documentari sono conservati inizialmente dagli stessi produttori, presso i quali costituiscono gli archivi correnti (relativi agli affari in trattazione) e gli archivi di deposito (relativi agli affari esauriti, ma ancora potenzialmente utili al produttore). Successivamente la documentazione viene ritenuta degna di conservazione permanente per motivi in prevalenza culturali e costituisce l’archivio storico presso la stessa amministrazione d’origine, ovvero confluisce in istituti archivistici di concentrazione (o collettori) come gli Archivi di Stato.
La tipicità dell’archivio rispetto ad altre istituzioni culturali deriva dalla sua peculiare natura che, sin dalla formazione, lo rende diverso dalle raccolte e dalle collezioni, come quelle delle biblioteche, dei musei, delle banche dati e dei centri di documentazione. L’archivio è un complesso organico, funzionale e indivisibile, nel quale i documenti sono collegati da un originario e intrinseco nesso istituzionale (detto anche vincolo archivistico), che accresce il loro significato specifico individuale ed è parte del loro ordinamento. L’ordine dell’archivio è una struttura storicamente costituita all’interno del soggetto produttore, connaturata ai suoi scopi e alla sua funzionalità, e va mantenuto o ricostituito per poterlo correttamente utilizzare e interpretare. Si tratta del principio del rispetto dell’ordine originario, che insieme al principio di provenienza è fondamento dell’archivistica scientifica a partire dalla metà del XIX secolo.

4. Tipologie, gestione, fruizione

Gli archivi si distinguono in attivi o aperti, se appartengono a soggetti (enti o individui) operanti, e sono perciò suscettibili di ulteriore accrescimento documentario, e in archivi inattivi, chiusi o definiti, quando, cessata l’attività di chi li ha prodotti, non sono più possibili modificazioni e incrementi. Un’altra distinzione deriva dallo stato giuridico degli archivi: sono pubblici quelli che appartengono o provengono da un organismo statale o da un ente pubblico, e privati quelli che sono generati da privati (singoli, famiglie, imprese private). Gli archivi possono poi essere divisi secondo diverse categorie: in amministrativi, giudiziari, notarili, finanziari, aziendali, militari, familiari, professionali, personali; in civili ed ecclesiastici; in periferici o locali e centrali; in particolari e generali; in moderni e storici.
Il lavoro d’archivio è compito degli archivisti, una professione specialistica che richiede la conoscenza dell’archivistica e di varie discipline storiche, giuridiche, tecnologiche e informatiche. Gli archivisti predispongono mezzi di controllo e corredo degli archivi, e strumenti organizzativi per quelli in formazione: titolari e sistemi di classificazione, manuali di gestione, massimari di selezione e scarto; sussidi di ricerca per gli archivi storici: guide, repertori, inventari. Presupposto dell’inventariazione è l’identificazione dell’ordinamento originario o il riordinamento. Si passa poi alla descrizione, seguendo i livelli gerarchici dei fondi documentari: serie, sottoserie.
Per la condivisione delle informazioni inventariali sono stati elaborati particolari standard internazionali di descrizione: ISAD (International Standard Archival Description); ISAAR (International Standard Archival Authority Record); EAD (Encoded Archival Description); EAC (Encoded Archival Context). In Italia gli archivi sono sottoposti alla legislazione di tutela del Codice per i beni culturali e il paesaggio: d.lgs. 42/2004.

Bibliografia

Carucci P., Guercio M., Manuale di archivistica, Roma, 2008; Lodolini E., Legislazione sugli archivi. Storia, normativa, prassi, organizzazione dell’Amministrazione archivistica, Milano, 2004; Lodolini E., Storia dell’archivistica italiana, Milano, 2001; Lodolini E., Archivistica. Principi e problemi, Milano, 1984; Romiti A., Archivistica generale. Primi elementi. Modulo di base, Lucca, 2002; Tamblé D., Introduzione agli archivi, Potenza, 2005; Tamblé D., La teoria archivistica italiana. Profilo storico critico, Roma, 1997; Tamblé D., L’archivio moderno. Dottrina e pratica, Roma, 1982.

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