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Arcoscenico

Definizione

Elemento architettonico fisso dei “teatri all’italiana”, avente anche funzione acustica e talvolta strutturale. L’arcoscenico delimita la parte superiore dell’inquadratura del palcoscenico, è posto a divisione tra il proscenio e il vano del palcoscenico.

Generalità

Nei vecchi teatri l’arcoscenico, generalmente in muratura, poggiava su colonne o lesene, mentre nei teatri moderni è in continuità con l’imbotte. Come suggerisce il termine arcoscenico tale elemento può avere la forma di arco molto ribassato ad uno o più centri, o di architrave che definisce una forma di boccascena perfettamente rettangolare.
Le trasformazioni stilistiche dell’arcoscenico riflettono l’evoluzione dell’idea di quadro scenico. Nel XV secolo l’arcoscenico si presenta come architrave scenico addobbato con panni, festoni, stemmi e dedicatorie destinato ad incorniciare spettacoli di festa nelle corti, ma è in epoca barocca che esplode il carattere spettacolare dell’arcoscenico, non necessariamente collaborante alla struttura del teatro, inteso come elemento di soglia riccamente decorata tra il mondo reale della sala, spesso anch’essa opulentemente ornata, e il mondo dell’illusione scenica al di là del sipario. Quest’ultimo, insieme al mantello d’arlecchino, si trova immediatamente dopo l’arcoscenico in direzione del palco e immediatamente prima del boccascena.
Nei teatri moderni con struttura in cemento armato prende il sopravvento la soluzione architravata spogliata dei caratteri decorativi. L’assenza dell’arcoscenico nel teatro è storicamente limitata e circoscritta, come nel caso del Teatro Totale di W. Gropius, poiché tale elemento sopravvive nell’impostazione progettuale del teatro contemporaneo, che vede il palcoscenico separato dalla sala.

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