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Arcosolio

Il termine deriva da due vocaboli di origine latina: arcus, arco, e solium, sepolcro. L’arcosolio è un tipo di sepoltura composta da una nicchia scavata nella roccia o nel tufo (di rado costruita), di forma semicircolare – talora rettangolare o architravata – e sormontata da un arco addossato alla parete. Essa accoglieva un’arca sepolcrale o un sarcofago.
Seppure in uso nei cimiteri ipogei già in epoca imperiale, la sua presenza divenne rilevante, al posto dei più modesti loculi, nelle catacombe di Roma (raramente nelle province) a partire dagli ultimi decenni del III secolo d.C. Le camere sotterranee (cubicoli), allora, acquistarono dimensioni più ampie: coperte da volte a botte e munite di grandi lucernari, ospitarono tombe dall’aspetto più monumentale. L’arcosolio fu spesso decorato con stucchi, marmi policromi, mosaici o pitture murali. Quest’ultime raffiguravano temi pagani rielaborati in chiave simbolica o scene bibliche, in maggior numero desunte dall’Antico Testamento.

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