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Area (media)

Definizione

Misura dell’estensione di una superficie spazialmente definita, o di una sua parte distinguibile dal resto, ma anche la superficie stessa. È riferibile a qualsiasi tipo di superficie, sia essa intesa geometricamente (area del cerchio), o geograficamente (area edificabile, urbana, desertica), anche quando non ne siano definiti con esattezza il limiti (area limitrofa, area prospiciente), quindi come sinonimo di zona. È inoltre riferibile anche a quantità non estese in due dimensioni (area scientifica, culturale, di competenza) o quando la sua stessa definizione sia incerta e non misurabile (area di pensiero, area d’influenza politica, area di mercato, area di sviluppo, area depressa). 

Generalità

In architettura è anche l’attribuzione distintiva che viene data a parti di uno stesso organismo o di uno stesso territorio, generalmente definite in pianta o in planimetria, riconoscibili per funzione o altra caratteristica (area giorno e area notte, area d’accesso, area di servizio, area industriale). Parte di uno spazio destinata o riservata a qualcosa (area giochi, area verde), o soggetta a particolari vincoli (area sismica, inedificabile, protetta). 
In urbanistica l’area è denominatore di frazioni significative, aventi al numeratore quantità di volta in volta destinate a descrivere indici di riferimento per differenti situazioni. Il rapporto tra numero di persone e aree di insistenza fornisce importanti indici demografici; il rapporto tra volumi edilizi e aree edificate fornisce indici di cubatura, di edificabilità, di densità edilizia ecc. 
I rapporti fra aree diversamente utilizzate (aree serventi su aree servite, aree verdi su area complessiva, aree urbanizzate su aree agricole) sono indicatori quantitativi e qualitativi tanto nella pianificazione come nella progettazione. 
In geometria l’area perde generalmente il significato morfologico di superficie e conserva solo quello della sua misura. Ad esempio nel quadrato la superficie è la porzione di piano compresa fra i suoi quattro lati, l’area ne è la misura (l2). 
L’area si misura generalmente con il quadrato della corrispondente misura lineare (m2, km2, piede2, miglio2, iarda2), ma anche con unità apposite (ara, giornata, tomolo, acro), specialmente in agricoltura. 
La necessità di misurare le aree destinate alla coltivazione e di suddividere il territorio secondo proprietà, per ragioni giuridiche e fiscali, è all’origine della geometria (misura della terra) e si sviluppò nell’antico Egitto dove le piene del Nilo cancellavano annualmente i tracciati di delimitazione (da Erodoto). Il potere che risultava a chi sapeva compiere operazioni di misura fece sì che in origine la geometria fosse pratica esoterica e che i procedimenti di calcolo delle aree fossero spesso tenuti segreti. Si ritiene che l’esigenza di perfezionarli abbia dato nel tempo forte impulso allo sviluppo della geometria e abbia anche dato origine alle regole di integrazione. Oltre che con metodi geometrici, che consentono di misurare ogni tipo di superficie e che sono oggi assistiti dal calcolo elettronico, le aree piane si misurano anche con strumenti meccanici quali i planimetri, basati generalmente su sistemi di rappresentazione polare. I planimetri sono stati in uso in topografia, ma sono oggi largamente abbandonati.

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