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Ariete

Dal latino aries, denominato anche bolzone, montone, rompimuro, era una macchina ossidionale utilizzata per creare una breccia nella cinta muraria o nelle porte urbiche. Il suo uso da parte degli assiri è testimoniato da alcune raffigurazioni, nelle quali l’A. è mosso da ruote con due grosse travi sporgenti. Vitruvio ne attribuisce la paternità ai cartaginesi nell’assedio della spagnola Gades. Il termine A. fu dato dai Romani, sulla base del greco kriôs, in riferimento agli scontri tra arieti.
L’ariete era costituito da una lunga trave, di abete o frassino, con all’estremità un corpo metallico, spesso a forma di A. Inizialmente veniva portato a braccia e scagliato, ma in seguito la trave fu agganciata tramite catene a una struttura lignea e fatta oscillare. Per poter superare i fossati, la sua lunghezza arrivava anche a decine di metri. Il suo uso fu frequente anche nel periodo medievale (chiamato bolzone dai cronisti).

Bibliografia

Borgatti M., voce “Ariete”, Enciclopedia Italiana di scienze, lettere e arti, IV, Roma, 1950, p. 308.

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