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Armonia

Definizione-Etimologia

Dal greco harmonìa, collegamento, unione. Il termine è sinonimo di concordanza, accordo, proporzione, ed è largamente diffuso in musica, variamente esteso ad ambiti estetici e artistici in generale, spesso figurativi, per indicare il giusto ordine tra le parti, o anche gli effetti gradevoli di composizione tra elementi diversi, vicini o relazionabili.

Significati in senso ampio

In ambito musicale e metrologico è solitamente riferito a rapporti numerici semplici, specialmente quelli che si stabiliscono tra i primi numeri interi e che corrispondono anche ai modi di vibrare delle corde tese e agli accordi sonori che ne scaturiscono.
Vivere in buona armonia significa avere concordia pacifica di idee, e armonioso è ciò che chiama in causa sentimenti elevati di partecipazione al fenomeno estetico; disarmonico è, per contro, ciò che si ritiene sbagliato, sproporzionato e che produce effetti spiacevoli sui sensi.
Armonioso è però anche generalmente, in senso limitativo, ciò che non procura squilibri o contrasti; vale a dire ciò che è conforme a criteri valutativi già correntemente apprezzati. Armonizzare è infatti l’operazione volta a ridurre sgradevoli dissonanze, cercando formule di transizione omogenee per accogliere le incognite dell’innovazione nella sicurezza della tradizione.

Significato in architettura

In architettura l’armonia indica prevalentemente l’equilibrio piacevole tra quantità o qualità concorrenti in una composizione, o in genere sottoposte a un processo valutativo d’insieme. Può presentarsi armonia tra misure (lineari, di superficie o di volume), disposizioni (simmetriche, contrapposte, ritmate, alternate), caratteristiche diverse (stilistiche, materiali, cromatiche, di significato, di espressione). L’armonia dà luogo a valutazioni soggettive, conformemente a posizioni culturali differenziate nel tempo e nello spazio, ma è spesso riferita a giudizi ampiamente condivisi e rispetto a essi assume valore universale. Si sono spesso cercate leggi matematiche e tracciati regolatori geometrici (geometria) che potessero assicurare l’armonia nella composizione di partiti architettonici, di facciate o piante di edifici monumentali; talora l’esistenza di tali regole è stata cercata a posteriori nelle opere mirabili per indagare “scientificamente” le ragioni della loro qualità.
Molto importante è stata, nella storia (e talora anche oggi), la ricerca dei rapporti armonici tra le misure lineari che scompongono le facciate e le piante di edifici monumentali. “Rapporto armonico” per eccellenza si dice, infatti, quello per cui i due lati di un rettangolo a-b stanno tra loro nella proporzione: a : b = b : a+b, che dà luogo al “rettangolo aureo” (sezione aurea), ritenuto tra tutti il più equilibrato e armonioso. Il rettangolo aureo è tale che, con l’aggiunta di un quadrato sul suo lato maggiore, esso riproduce ancora un rettangolo aureo, requisito usatissimo nell’architettura classica. Il rapporto tra i suoi lati è pari al numero irrazionale 1,618… (ovvero anche il reciproco 0,618…), noto anche come “numero di Fibonacci” (da Leonardo Fibonacci, matematico pisano del XIII secolo), spesso riscontrabile in natura, che è il limite del rapporto, per n tendente a infinito, tra numeri consecutivi di una successione di numeri naturali in cui l’ennesimo è pari alla somma dei due precedenti. Il rapporto aureo determina consonanze armoniche anche negli accordi musicali.
In particolari momenti storici, è stata giudicata armonica la composizione morfologica meglio improntata a canoni estetici già precedentemente convenuti; in altri momenti hanno acquistato valore l’innovazione dissonante e la sperimentazione audace, indicatrici di nuove ricerche figurative. Talora all’armonia è stato quindi associato un significato di appartenenza a regole eterne, universalmente stabilite, talaltra all’anelito di ricerca di equilibri nuovi verso traguardi estetici più avanzati.
I pitagorici ritenevano che l’intero universo fosse dominato dall’armonia; oggi la scienza si avvicina a questo tema nello studio di formulazioni semplici ed “eleganti” delle leggi regolatrici dei fenomeni naturali.

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