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Asimmetria

Contrario o assenza di simmetria; anche dissimmetria. In genere è chiamata in causa quando si allude a situazioni nelle quali la mancanza di simmetria è deliberata, o singolare, e per qualche ragione assume importanza. Nonostante i diversi tipi di simmetria definibili geometricamente, per asimmetria si intende di norma l’assenza di simmetria speculare (assiale). Può essere intesa come difetto di proporzione o di corrispondenza tra le parti di un insieme e, in periodi classici, tale era generalmente considerata in riferimento all’architettura monumentale.
In assenza di principi autoritari che impongono di configurare lo spazio secondo assi compositivi rigidi, è diventata espressione di democrazia e di libertà nel disporre gli elementi costitutivi dell’architettura secondo necessità distributive o estetiche libere da condizionamenti pregiudiziali. Ma anche l’obbligo dell’asimmetria è vincolo; nel Movimento Moderno, l’asimmetria nella progettazione è assurta talora a regola compositiva. Per B. Zevi è questione imprescindibile, norma inviolabile. Tornata brevemente in crisi con il Postmodernismo (L. Krier, A. Rossi, G. Grassi), l’asimmetria si è affermata nuovamente con il Decostruttivismo e le avanguardie contemporanee.

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