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Asse eliotermico

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L’asse eliotermico, introdotto da Augustin-Rey, Pidoux e Barde nel 1928, è la direzione che permette di ripartire i valori eliotermici, definiti come il prodotto dell’eliofania in un punto per la temperatura media annua dell’aria, in maniera uguale tra le due facciate opposte di un edificio. Da notare che la radiazione solare viene considerata in termini di durata dell’esposizione di una superficie. Il concetto di asse eliotermico si basa sulla constatazione che esiste uno sfasamento, sia giornaliero che stagionale, tra i valori massimi di temperatura dell’aria e quelli di eliofania. L’asse eliotermico è spostato di circa 20° verso est rispetto alla direzione N/S per l’area parigina e varia con la latitudine del luogo.
La teoria dell’asse eliotermico è stata accolta in maniera controversa: dalla convinta adesione di Le Corbusier, che propose di utilizzarla per la costruzione della sua Ville Radieuse, allo scetticismo di Leroux e Hermant, che la ritennero interessante, ma ne sconsigliarono l’utilizzo, alle violente critiche di Bardet, che la definì fisicamente priva di senso, falsa e semplicistica, fino alle critiche costruttive di Vinaccia che propose l’asse equisolare, orientato all’incirca in direzione NE/SO, per perequare l’effetto termico su quattro esposizioni anziché due sole, ipotizzando tipologie edilizie a quattro orientamenti.

Bibliografia

Augustin-Rey A., Pidoux J., Barde C., La science des plans de villes, ses applications à la construction, à l’extension, à l’hygiène et à la beauté des villes, orientation solaire des habitations, Paris/Lausanne, Dunod/Payot et cie., 1928.

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