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Assemblaggio a secco

Schizzi di progetto completamente assemblato a secco con componenti industriali, J. Prouvè, 1947.
Schizzi di progetto completamente assemblato a secco con componenti industriali, J. Prouvè, 1947.

Definizione – Etimologia

Modalità costruttiva che prevede l’impiego di tecnologie caratterizzate prevalentemente da interfacce meccaniche che non prevedono connessioni a umido. L’assemblaggio a secco ha accompagnato l’intero percorso evolutivo delle tecniche costruttive, con declinazioni diverse a seconda del periodo storico, dalle antesignane strutture realizzate in pietra, alle costruzioni in legno, ai primi impieghi dei materiali metallici.

Storia

Nella cultura preindustriale, le tecniche di assemblaggio a secco, laddove utilizzate, costituivano parte integrante di una prassi diffusa del costruire che aveva acquisito i procedimenti costruttivi a secco attraverso la propria cultura materiale. Dopo la Rivoluzione Industriale, le tecniche di assemblaggio a secco, da patrimonio condiviso, divennero strumento per sviluppare una concezione del costruire radicalmente differente da quella di impronta artigianale (Artigianato), basata su procedimenti industrializzati (industriale, architettura)che vedono nella serialità e nella ripetizione i paradigmi di riferimento. Sono emblematici delle prime tecniche di assemblaggio a secco il ponte sul fiume Severn del 1779, realizzato in ghisa, o il Crystal Palace del 1861, in acciaio e vetro.
Le tecnologie di assemblaggio a secco hanno visto poi uno sviluppo esponenziale nei primi anni Cinquanta, con la diffusione di sistemi industrializzati (emblematiche, a questo proposito, le ricerche di Jean Prouvè), per diventare espressione di un linguaggio nella corrente high-tech degli anni Ottanta, esemplificato dai primi lavori di Foster and Partners.

Applicazioni contemporanee

Oggi l’impiego delle tecniche di assemblaggio a secco può essere favorito da diversi fattori: dalla natura stessa dei materiali utilizzati, per esempio quelli che hanno già subito un elevato processo di industrializzazione, dalla volontà di caratterizzare il linguaggio architettonico, dalla ricerca di notevoli livelli di flessibilità nel tempo, dalla necessità di contenimento dei tempi di costruzione o di organizzazione razionale delle attività all’interno del cantiere. Di fatto, l’assemblaggio a secco necessita di una maggiore accuratezza progettuale, che tuttavia può consentire anche l’introduzione di soluzioni innovative, grazie allo sviluppo di modalità produttive che fanno riferimento alla mass-customization, ossia alla produzione industriale personalizzata. Essa consiste in un processo produttivo avanzato, legato alla capacità di adattamento dell’industria grazie al cambio delle modalità produttive, oggi attuate con macchine a controllo numerico dalle proprietà meccaniche flessibili. I prodotti industriali vengono quindi realizzati su misura e a progetto, non più come produzione standard e su previsioni di mercato, e possono essere “personalizzati” senza un eccessivo innalzamento dei costi.
Molti sono i sistemi costruttivi dell’edificio che si avvantaggiano di questa modalità costruttiva, dalle strutture alle coperture, ma quello che sembra trovarne maggiore vantaggio è sicuramente l’involucro di tipo leggero assemblato a secco. La sua costruzione, infatti, può trarre vantaggio sia per i materiali impiegati sia per le prestazioni richieste, che possono essere assolte da stratificazioni funzionali, sia infine per la velocità di messa in opera e la facilità di manutenzione.
L’assemblaggio a secco si configura, quindi, come un vero e proprio cambiamento di paradigma che, anche sul piano organizzativo, sposta il campo di azione dall’ambito ristretto del dominio del progetto all’ambito allargato del controllo dettagliato del processo di progettazione, costruzione e gestione nella sua globalità e complessità.

Bibliografia

Campioli A., Assemblaggio a secco e componentistica, in Nardi G., Mangiarotti A., Campioli A., Bertoldini M., Zanelli A., Cultura tecnologica e progetto di architettura, Milano, 1998; Mangiarotti A., Le tecniche dell’architettura contemporanea, Milano, 1995; Nardi G., Assemblaggio a secco, in Nardi G., Mangiarotti A., Campioli A., Bertoldini M., Zanelli A., Cultura tecnologica e progetto di architettura, Milano, 1998.

 

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