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Assonometria

Assonometria (cavaliera militare) del progetto della chiesa di Notre Dame du Phare, A. Sartoris, 1931.
Assonometria (cavaliera militare) del progetto della chiesa di Notre Dame du Phare, A. Sartoris, 1931.

Definizione-Etimologia

Dal greco àxon, asse, e mètron, misura: misura secondo gli assi. Metodo di rappresentazione della geometria descrittiva, consistente nella proiezione parallela di un oggetto su un piano, vale a dire nell’intersezione, con detto piano (quadro), di un fascio di rette aventi un’unica direzione (la direzione assonometrica) e intercettanti i punti dell’oggetto. Come indica la sua etimologia, è un metodo che conserva la misurabilità (diretta o in scala proporzionale) degli oggetti lungo tre assi privilegiati, gli assi assonometrici, nella realtà mutuamente ortogonali e nella rappresentazione formanti tra loro angoli vari in funzione delle condizioni proiettive. È quindi un metodo comodo quando è necessario mettere in rapporto con immediatezza le misure reali con quelle della rappresentazione.

Tipologie

Si caratterizzano diverse forme di Assonometria, in funzione della posizione del quadro rispetto all’oggetto e alla direzione assonometrica.
Si dicono Assonometrie ortogonali quelle nelle quali la direzione assonometrica è ortogonale al quadro; oblique le altre.
Riferito l’oggetto a tre assi cartesiani, si dice Assonometria cavaliera quella nella quale il quadro è parallelo a un piano cartesiano (Assonometria cavaliera militare per il piano xy e Assonometria a quadro verticale per gli altri due casi). Generalmente, nella rappresentazione architettonica, per la quale l’Assonometria ha grande diffusione (ma anche nel disegno di macchine e nel design), si fa coincidere uno dei piani cartesiani con un piano di riferimento importante dell’oggetto, più spesso la pianta di un edificio (Assonometria cavaliera militare), ma anche con un suo prospetto o con una sua sezione significativa; in tal modo, per quel piano tutte le misure rappresentate risultano scalarmente proporzionali a quelle vere. Le misure relative al terzo asse possono essere più o meno scorciate a seconda dell’inclinazione della direzione assonometrica. Per una migliore corrispondenza alle correnti condizioni di osservazione (lo sguardo dovrebbe essere parallelo alla direzione assonometrica), sull’asse verticale le misure si riducono solitamente di circa un terzo.
Tanto le Assonometrie ortogonali quanto quelle oblique possono essere isometriche, dimetriche o trimetriche, a seconda che sui tre assi le misure abbiano lo stesso rapporto di riduzione o ne abbiano due o tre differenti. Nell’Assonometria isometrica ortogonale (detta anche isometria, isometric view nella cultura anglosassone), i tre assi formano tra loro angoli di 120°.

Diffusione

L’Assonometria è anche una forma di rappresentazione molto intuitiva ed è stata sempre usata, con maggiore o minore rigore geometrico, in ogni cultura. Talora, però, è assurta a metodo di rappresentazione identificativo di una civiltà, di un periodo storico o di un modello di concezione dello spazio.
Da segnalare la rappresentazione architettonica giapponese, largamente basata sull’assonometria cavaliera verticale (quadro parallelo al prospetto principale degli edifici), le rappresentazioni di carattere militare (da cui prende il nome l’Assonometria militare), usate dal XVII al XIX secolo per progettare le fortificazioni, e il largo uso che se ne fece con l’architettura razionalista (W. Gropius, G. Rietveld, la rivista “De Stijl”, in Italia principalmente A. Sartoris), nonché ultimamente con la cultura postmoderna (P. Eisenman, J. Hejduk, M. Graves, in Italia F. Purini), che ne ha colto la disponibilità all’astrazione e l’aderenza a forme stereometriche stilizzate.

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