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Atlante

Definizione-Etimologia

Dal nome di atlante, il gigante della mitologia greca che apparteneva alla generazione di divinità precedente a quella degli olimpici, esseri smisurati e mostruosi. Per la sconfitta riportata nello scontro fra giganti e dei, Zeus punì atlante costringendolo a sostenere con le spalle la volta celeste. Iconograficamente è quindi rappresentato come un uomo che sostiene il mondo con le spalle. Nel mondo romano era detto Telamone.

Caratterizzazione

L’atlante è una figura maschile in atto di sorreggere una struttura soprastante, che nel tempo ha assunto posizioni via via più articolate. Fra gli esempi più antichi, troviamo gli atlanti del tempio di Zeus Olimpio ad Agrigento (metà del V secolo a.C.), disposti fra le colonne esterne a sostegno dell’architrave. Sono raffigurati come figure ignude, ritte e con le gambe serrate, con le braccia sollevate e piegate a formare un capitello in modo da allargare la superficie di sostegno.
In seguito la figura diviene più plastica, scolpita con il capo reclinato sotto il peso che sopporta, con le gambe leggermente divaricate e con le mani poste sui fianchi in atto di sorreggere anche se stessa. Questa seconda tipologia si ritrova, ad esempio, sul muro di fondo del teatro di Dioniso ad Atene (IV secolo a.C.).
La tendenza a mostrare lo sforzo porta a elaborare una terza tipologia di atlante, in posizione inginocchiata. Il più rappresentativo è quello che sostiene il proscenio romano sempre del teatro di Dioniso ad Atene, dal quale si possono far discendere gli atlanti utilizzati nel Teatro Piccolo di Pompei (80-75 a.C.).
Ampiamente impiegati sia nel Rinascimento sia nel Barocco, gli atlanti assumono fattezze turche in alcuni castelli dei primi anni del XVIII secolo. Nel tardo Ottocento sono nuovamente utilizzati per adornare gli innumerevoli edifici costruiti in stile neo-barocco.

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