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Atticurgo

Dal latino atticurges, aggettivo con il quale si connotano porte o finestre realizzate con gli stipiti inclinati, cioè con la base più larga dell’architrave. Parola non più presente nei vocabolari moderni; in quelli meno recenti è indicata come “opera ateniese” o “lavoro ateniese”.
In Vitruvio il termine atticurgo è impiegato sia per individuare la porta attica che, identica a quella dorica con gli stipiti inclinati, si differenzia per alcuni elementi decorativi, sia per indicare una base attica di particolari proporzioni da sottoporre a una colonna dorica.
Nel Rinascimento il significato si amplia: nell’edizione tradotta da C. Cesariano nel 1521 del De architectura di Vitruvio, il termine designa anche la colonna quadrata e l’ordine che l’adotta. Anche il Vignola chiama base atticurga la base attica. Fino a quando la parola non cade in disuso, si manterranno tutti i diversi significati dati al vocabolo.

Bibliografia

Cesariano C., De architectura, trad. it., 1521; Vignola, Regola delli cinque ordini d’architettura, 1562; Vitruvio, De architectura, a cura di P. Gros, Torino, 1997.

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