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Attuazione

Definizione

Per attuazione degli interventi, in edilizia, si intende una delle due macrofasi che compongono il processo edilizio (l’altra è la programmazione generale di settore). Questa macrofase comprende fasi operative in sequenza che, muovendo dall’individuazione delle esigenze, giungono al loro soddisfacimento in termini di risposta edilizia (UNI 7867). Più semplicemente, si può dire che l’attuazione degli interventi è una sequenza organizzata di operazioni finalizzate alla realizzazione di un manufatto (edifico, infrastruttura).

Derivazione

Al pari di altri lemmi (processo edilizio, normativa, normativa procedurale), si parla esplicitamente di attuazione edilizia all’interno di teorie e processi che guardano strategicamente a obiettivi tecnici di controllo della qualità.

Le fasi che compongono l’attuazione degli interventi sono finalizzate alle seguenti funzioni generali:

  • individuare problemi e bisogni (programmazione);
  • definire il loro soddisfacimento in termini edilizi (progetto);
  • realizzare il bene edilizio (costruzione);
  • utilizzare il bene edilizio (gestione).

Questa sequenza negli ultimi decenni ha subito profonde trasformazioni, per l’evolversi in senso industriale e post-industriale delle tecnologie e per la conseguente modificazione dei rapporti tra i protagonisti delle diverse fasi, in particolare tra i progettisti e i costruttori.

Articolazione e contenuti

L’andamento delle fasi componenti l’attuazione degli interventi è solo in parte cronologico; di fatto, per gestire questa parte del processo in senso industriale, occorre che le diverse fasi e sottofasi presentino molteplici rapporti e frequenti ritorni di verifica e adeguamenti. Alle quattro finalità e sottofasi corrispondono diverse tipologie di processo:

  • processi decisionali;
  • processi esecutivi;
  • processi gestionali,

e in modo più esplicito:

  • processi di programmazione;
  • processi di progettazione;
  • processi di costruzione;
  • processi di gestione.

I processi di programmazione determinano la promozione degli interventi e verificano la loro fattibilità. Tra essi si ricordano la valutazione della domanda, l’analisi di mercato, la scelta e l’acquisizione del suolo, i piani e le acquisizioni finanziarie, la scelta delle procedure e dei progettisti. I processi di progettazione riguardano la definizione architettonica degli interventi, i progetti specialistici, le fasi di approvazione, la stima dei costi, la determinazione delle specifiche tecniche e delle istruzioni agli esecutori. I processi di costruzione comprendono la scelta degli esecutori, l’organizzazione e l’attrezzamento del cantiere, l’esecuzione delle opere e la fornitura dei materiali, dei componenti e degli impianti, i controlli in opera, la consegna delle opere agli utilizzatori e i collaudi tecnici e amministrativi finali. I processi di gestione comprendono la fase dell’uso, gestione e manutenzione del manufatto, le fasi di esercizio, di adeguamento, riqualificazione e demolizione.

Si tratta di processi gestiti da molti protagonisti, con obiettivi, culture e linguaggi molto diversi tra loro. Questa molteplicità può comunque essere classificata nel modo seguente:

  • area della committenza;
  • area della progettazione;
  • area dell’impresa;
  • area della produzione;
  • area dell’utenza.

L’area della committenza comprende i promotori del processo attuativo. In ambiente pubblico, il committente assume il ruolo di delegato e interprete dei bisogni degli utenti. La committenza può avere o non avere al suo interno una struttura tecnica, e può utilizzare o non utilizzare questa struttura. Gestisce e controlla il processo, definisce il programma d’intervento e ha la responsabilità della sua fattibilità.

L’area della progettazione comprende operatori che a diversi livelli hanno il ruolo di tradurre i bisogni in possibilità edilizie; di operare un collegamento tra la normativa tecnica e il processo costruttivo specifico; di trasmettere le informazioni sui contenuti dell’intervento agli altri operatori del processo. Questo ruolo, diverso rispetto al passato, richiede competenze specialistiche variamente articolate, ma anche capacità di coordinamento.

A seconda dei casi e dei livelli d’incarico, al progettista si possono richiedere diversi livelli di progettazione:

  • progetto di sistema (con obiettivi di programmazione);
  • progetto guida (con obiettivi di normativa interna);
  • progetto preliminare (di supporto agli studi di fattibilità);
  • progetto definitivo (architettonico, da sottoporre alle verifiche esterne e alle approvazioni);
  • progetto esecutivo (con prevalente funzione d’istruzione all’impresa);
  • progetto di sottosistemi e/o componenti (interno alla produzione).

L’area dell’impresa ha la responsabilità della qualità esecutiva dell’opera e assolve a questo compito ricercando congruenze e compatibilità fra la propria organizzazione, le scelte tecnologiche e costruttive e il modo di programmare e gestire il lavoro. Il suo ruolo, le sue responsabilità specifiche e i suoi rapporti con la progettazione sono comunque legati al tipo di appalto adottato.

L’area della produzione comprende le industrie che producono materiali, semilavorati e componenti; esse forniscono informazioni sulla propria produzione attraverso cataloghi pubblicati in modo tradizionale e in rete. Tra i problemi più importanti che concernono quest’area vi è quello della certificazione dei prodotti che nel nostro Paese non è regolamentata né garantita adeguatamente e spesso succede che i produttori assolvano questo ruolo con azioni di autovalutazione e autopromozione; ciò confligge con il fatto che, in molte situazioni caratterizzate da orientamenti innovativi, le condizioni di fornitura fissano non solo quantità e prezzi, ma anche livelli di qualità certificata, e pongono problemi di programmabilità del ciclo di vita del prodotto e di manutenibilità controllata. Al fine di realizzare una collocazione responsabile del produttore nel processo edilizio, è opportuno che questo abbia una propria struttura progettuale. I rapporti con la committenza restano comunque sempre deboli, tranne nei casi in cui ci si orienta verso soluzioni di scorporo di alcune forniture.

L’area dell’utenza, attraverso una serie di organismi rappresentativi, può porsi come uno degli operatori fondamentali del processo attuativo, e dalla sua appropriata collocazione all’interno del processo dipende normalmente l’efficacia dei programmi e della loro attuazione. La partecipazione dovrebbe riguardare tutti i livelli istituzionali individuati dalle procedure attuative; il livello più significativo di partecipazione resta, comunque, quello locale e, tra le fasi del processo, la programmazione attuativa.

I processi e le fasi di attuazione degli interventi possono svolgersi in modo tradizionale oppure innovativo. Nei casi di tipo tradizionale ogni operatore è dotato di autonomia ed è portatore dei propri obiettivi individuali che non necessariamente coincidono con quelli del processo complessivo, intrattiene con gli altri soggetti rapporti tecnici e amministrativi codificati e ripetitivi e interviene nelle diverse fasi in modo pressoché sequenziale. Sono situazioni e connotazioni che producono una forte frammentazione delle responsabilità e un’inevitabile conflittualità e aleatorietà dei rapporti. I processi innovativi tendono a correggere gli aspetti più critici dei primi. Si possono verificare diverse ipotesi: in alcuni casi si prevede di stipulare contratti con uno o più fornitori di materiali e/o componenti, anziché con una sola impresa generale; in altri, si prevede l’affidamento di un contratto di direzione del progetto e di più contratti di progettazione a più strutture professionali; in altri, ancora, il processo viene svolto in più stadi separati e la realizzazione del manufatto avviene attraverso una complessa procedura di pre-qualificazione dei progettisti, del costruttore e dei singoli fornitori.

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