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Autenticità

Definizione – Etimologia

Dal greco authentikós, di propria mano, cui corrisponde, nel mondo occidentale, autentico e originale. Il concetto di autenticità assume, nel tempo, significati diversi: per Platone, l’autenticità dell’opera d’arte era strettamente legata all’idea creativa, dalla quale potevano scaturire molte copie. Nel Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612) è presente la definizione di “autentico” in quanto “valido, autorevole”.

Dibattito dottrinale

Il dibattito sull’autenticità è attuale e sulla sua interpretazione si sono manifestati problemi, poiché i criteri di intervento sul patrimonio culturale si legano al significato attribuito al concetto di autenticità. Un’opera d’arte è considerata autentica se originale e non falsificata: S. Battaglia propone l’autentico come ciò che “dimostratamente proviene dalla fonte alla quale è attribuito; originale, non falsificato”.
L’autenticità in architettura va considerata in termini diversi da quelli relativi alle altre arti. L’opera di architettura non risulta da un’esecuzione diretta del progettista, poiché gli edifici subiscono nel tempo trasformazioni che appartengono alla loro storia: “Se si introduce il principio dell’autore quale garante e principale categoria discriminatoria, si dovrà conseguentemente ammettere che, a rigore, il progetto come redazione grafica e normativa – e non l’opera nella sua materialità costruttiva – è l’unico elemento sul quale l’autenticità possa eventualmente essere verificata, facendo così coincidere l’autentico con l’autografo” (V. Ugo). Se per le altre arti il principio dell’autografia garantisce l’identità dell’opera, in architettura l’autenticità si lega alla materia del manufatto come è nel presente, con tutte le modifiche rispetto all’oggetto originario, corrispondente al progetto. Il restauro si fonda, pertanto, sul rispetto della sostanza antica e sulla conservazione del valore documentario che, in tale accezione, risulta in esso contenuto. Riconosciuta la qualità dell’oggetto, l’intervento dovrà tendere a conservare l’autenticità dei materiali di cui sono costituiti i diversi elementi appartenenti alle varie epoche, per testimoniare il processo di trasformazione subito dal bene nel tempo.
Nella Carta di Venezia (1964), l’autenticità costituisce un concetto essenziale rispetto alla validità delle fonti su cui si basa il restauro, che è finalizzato a “conservare e rivelare i valori formali e storici del monumento e si fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche” (art. 9).
Del 1994 è il Documento di Nara sull’autenticità che, concepito nello spirito della Carta di Venezia, ne costituisce un prolungamento concettuale. Preso atto del ruolo essenziale del patrimonio culturale in quasi tutte le Nazioni, il Documento vuole “attenersi ad un concetto di autenticità rispettoso dei valori culturali e sociali di tutti i Paesi”. Riaffermato il ruolo dell’autenticità negli studi scientifici e negli interventi di restauro, considerato che i giudizi sui valori riconosciuti al patrimonio possono differire da cultura a cultura, si sottolinea come sia “da escludere […] che i giudizi di valore e di autenticità inerenti ad esse possano fondarsi su criteri uniformi”. Tuttavia, occorre fornire criteri comuni per la salvaguardia del patrimonio culturale dell’umanità. Il Documento di Nara conclude: “Il giudizio sull’autenticità, dipendendo dalla natura del monumento o del sito e dal suo contesto culturale, è legato ad una molteplicità di fonti di informazione”. Tale giudizio deve riguardare sia la materia di cui è costituito il monumento-documento, sia il significato che esso assume rispetto al profilo socioculturale di ciascun Paese.

Bibliografia

Battaglia S., Autenticità, in Grande Dizionario della Lingua Italiana, Torino, 1961, p. 853; Cristinelli G., Foramitti V. (a cura di), Il restauro fra identità e autenticità, Venezia, 2000; Dezzi Bardeschi M., Autenticità materiale contro mera analogia formale, in Valtieri S. (a cura di), Della bellezza ne è piena la vista!, Roma, 2004, pp. 132-147; Ugo V., “Autenticità” e “verità”, in «Ananke», 2, 1993, pp. 6-9.

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