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Autostazione

Definizione – Etimologia

Edificio destinato a ospitare le fermate terminali per autobus di linea, sinonimo del termine inglese terminal.

Collocazione geografica

Le autostazioni, generalmente ubicate in aree urbane centrali, hanno una funzione di rilievo e talvolta unica nel territorio cittadino. La necessità di garantire un agevole disimpegno in entrata e in uscita degli automezzi di linea conduce il più delle volte alla collocazione strategica in prossimità di arterie stradali principali, dislocando pertanto le autostazioni in aree urbane periferiche. Non di rado, facendo parte di un sistema intermodale di trasporto, sono ubicate in prossimità o diretto collegamento con i terminali di altri sistemi di trasporto pubblico, quali stazioni ferroviarie, metropolitane o, più raramente, aeroporti.

3. Organizzazione funzionale

L’organizzazione funzionale delle autostazioni è ampiamente variabile a seconda delle loro dimensioni. Strutture di portata contenuta possono essere limitate a una sala d’attesa e biglietteria, laddove terminal più ampi includono frequentemente servizi commerciali e di ristoro, nonché zone differenziate per gli imbarchi, del tutto simili a quelle che si trovano negli aeroporti. Soprattutto nel caso di autostazioni di grandi dimensioni, per garantire la sicurezza dei viaggiatori lo spazio a essi accessibile è nettamente separato rispetto alle zone dedicate alla circolazione degli automezzi: l’accesso alle piattaforme viene consentito solamente al momento dell’imbarco e dello sbarco. Tale soluzione consente, peraltro, la netta distinzione tra le diverse parti funzionali, analogamente a quanto accade negli aeroporti (con le barriere di sicurezza tra landside e airside). In alcuni esempi, la parte riservata ai viaggiatori è collocata su una quota rialzata, al di sopra del transito degli automezzi, come nel caso del Port Authority Bus Terminal di Manhattan.

Modelli architettonici

Italia ed Europa

Pur in presenza di una considerevole estensione della rete di trasporto di linea, in Italia le autostazioni non hanno dato vita a un modello architettonico chiaramente riconoscibile, soffrendo di una considerazione subalterna rispetto allo sviluppo del sistema ferroviario.
Analoga la situazione in altri contesti europei, dove il maggiore impulso dato al trasporto su rotaia nel corso del Novecento ha notevolmente ridotto l’interesse per le autostazioni. In alcuni casi, in particolare quello tedesco, il divieto di attivare servizi di autolinea entro i confini nazionali, misura introdotta a protezione del sistema ferroviario, ha ulteriormente ridotto fino a tempi recenti lo sviluppo di queste strutture.

Stati Uniti e Brasile

Differente la condizione negli Stati Uniti, dove il trasporto ferroviario, pur in presenza della più grande rete al mondo, ha sviluppato una copertura relativamente ridotta del territorio nazionale. In molte città di medie e piccole dimensioni il trasporto tramite autobus di linea rappresenta a tutt’oggi l’unica alternativa per il trasporto pubblico via terra. Nel corso della prima metà del Novecento le compagnie di trasporti, tra cui soprattutto la Greyhound Lines, costruiscono un numero enorme di piccole autostazioni, consistenti in piccoli edifici comprendenti in genere una sala di attesa, biglietteria e servizi. La caratteristica immagine di queste diminutive architetture, realizzate generalmente nello stile streamline moderno diffuso negli anni Trenta e Quaranta, ma spesso con accezioni differenziate a seconda della specifica regione, è divenuta, anche attraverso il cinema e la letteratura, una delle icone dell’architettura d’oltreoceano. Alcuni autori progetteranno, per conto della Greyhound Lines, un cospicuo numero di autostazioni: tra questi W.S. Arrasmith, autore degli edifici di Atlanta (1940) e Cleveland (1948), o G.D. Brown, progettista dei terminal di Columbia e Savannah (1938), nonché di circa altri 60 edifici negli Stati Uniti meridionali. La gran parte delle autostazioni risalenti al periodo prebellico sono oggi dismesse, poiché non adeguate ai nuovi modelli di funzionamento. Molte sono state demolite, altre riconvertite ad altro uso.
Un’altra nazione dove vengono realizzati terminal di notevole interesse è il Brasile: la rete “Rodoviária” è caratterizzata dalla costruzione di alcune autostazioni di alto valore architettonico, tra cui quelle di Londrina (1952, oggi museo d’arte) e Jáu (1975), entrambe a opera di J.B. Vilanova Artigas.

Esempi

Zentraler Omnibusbahnhof, Monaco di Baviera, Auer+Weber & Partner, 2009; George Washington Bridge Bus Terminal, New York, Pier Luigi Nervi, 1963.

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