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Avamportico

Costruzione di una o più campate, costituita da un portico collocato davanti all’ingresso dell’edificio e da esso strutturalmente indipendente (nartece). Alle basiliche paleocristiane si accedeva attraverso un portico semplice o un quadriportico, struttura adibita a proteggere dalla pioggia e dal sole i pellegrini che vi sostavano e, talvolta, anche a delimitare un’area cimiteriale.
Di solito l’Avamportico era formato da una serie di colonne o pilastri, spesso figurati, sostenenti archi in pietra o mattoni e una serie di volte a crociera, coperte da un tetto in legno. L’interno era spesso decorato con affreschi, mosaici o sculture e costituiva uno dei principali luoghi di comunicazione iconografica dell’insegnamento teologico della chiesa. Nel pavimento si potevano trovare numerose lastre sepolcrali.

Esempi

Tempio di Apollo, Siracusa (VI secolo a.C.); Pantheon, Roma (II secolo d.C.); chiesa di Santa Maria in Cosmedin, Roma (1200 circa).

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