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Ballatoio

Copenaghen, Biblioteca Reale, atrio, Schmidt, Hammer & Lassen, 1993-1999.
Copenaghen, Biblioteca Reale, atrio, Schmidt, Hammer & Lassen, 1993-1999.

Definizione-Etimologia

Etimologia incerta: dal latino bellatorium, in epoca tarda “galleria da combattimento” delle navi da guerra. Galleria o camminamento aggettante con funzione di percorso di distribuzione e disimpegno.

Storia

Storicamente il ballatoio consisteva in una galleria protetta a sbalzo, sporgente all’esterno delle mura difensive di una fortificazione, sul cui pavimento erano praticate delle aperture – caditoie  o piombatoie (piombatoia) – per la difesa.
Oggi è utilizzato prevalentemente nelle abitazioni plurifamiliari. È costituito da lunghi camminamenti posti spesso a sbalzo rispetto alla facciata dell’edificio, uno per piano, spesso raccolti attorno a un cortile, con il compito di collegare i vani scala alle diverse unità di abitazione. Inizialmente il ballatoio veniva adottato per motivi di economicità costruttiva e distributiva ed era, dunque, tipico dei grandi complessi di edilizia popolare (da C. Fourier a H. Godin, dalle esperienze londinesi di G. Peabody fino alle milanesi “case di ringhiera”).
Successivamente è diventato uno strumento progettuale di grande efficacia, con valenze formali proprie e nuove possibilità di aggregazione degli alloggi. Il ballatoio consente, infatti, il recupero di alcune delle caratteristiche qualitative tipiche dell’abitazione unifamiliare, pur in complessi di medio-alta densità: la possibilità di avere un accesso indipendente, l’alloggio disposto su più livelli, con scala di collegamento interna, la possibilità di uno piccolo spazio esterno di pertinenza sono alcune delle potenzialità offerte da questa soluzione. In questo caso, il ballatoio si comporta come una sorta di “strada” urbana. Sulla base delle esperienze degli ultimi anni, difficilmente gli ordini di ballatoio sono più di quattro e meno di due.
Negli edifici pubblici, infine, il ballatoio spesso costituisce parte integrante della struttura architettonica (biblioteche, teatri, ecc.). In casi estremi, il ballatoio può diventare un’ampia galleria laterale, senza apparente soluzione di continuità, e risolvere la distribuzione e il significato stesso di un intero edificio, come nel Guggenheim Museum di New York.

Esempi

Per quanto riguarda l’edilizia popolare collettiva: il Falansterio di Fourier, il Familisterio di Godin, i vari complessi realizzati dalla Peabody Trust a Londra e, più tardi, dal London County Concil; le case di “ringhiera” milanesi, le case per i lavoratori dell’Incis nel quartiere Vialba a Milano, di Franco Albini.
Per gli edifici pubblici: il Guggenheim Museum di New York di F.L. Wright, l’atrio della Biblioteca Reale di Copenaghen di Schmidt, Hammer & Lassen, l’atrio-cupola dell’ampliamento del Reichstag di Berlino di Norman Foster.

 

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