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Belvedere

Vasi  Vaticano 181 | Belvedere | Progettazione architettonica

Definizione – Etimologia

Frequente come toponimo, designa un luogo elevato che fornisce un’ampia e amena visuale; è spesso architettonicamente configurato e attrezzato per uso pubblico o privato. Nelle passeggiate e nei parchi pubblici – a partire dal giardino rinascimentale – prende infatti la forma di terrazza o piazzale cinto da parapetti, con panchine per la sosta e, talora, padiglioni o loggiati aperti: famosi i piazzali del Pincio a Roma e Michelangelo a Firenze. 
Nei palazzi o in altri edifici, il belvedere è una parte sopraelevata della costruzione “a piccole torricelle innalzate al di sopra delle case” per “gustare – scriveva A.-C. Quatrèmere de Quincy, nel suo Dictionnaire historique d’Architecture – il piacere di una bella vista”, precisando che in Francia si chiama allo stesso modo anche “un piccolo edificio situato all’estremità di un giardino o di un parco per godervi il fresco e mettersi al riparo dagli ardori del sole o dalle intemperie della stagione”.

Tipologie

Come edificio o sua parte, il belvedere può dunque designare una terrazza o loggia coperta posta alla sommità di un edificio, come le altane romane che acquisirono nel XV e XVI secolo particolare dignità architettonica, oppure essere sinonimo di padiglione, folie, chiosco o tempietto, particolarmente frequente nei giardini paesaggistici inglesi del ‘700 e, in generale, in quelle realizzazioni vicine al gusto pittoresco del tempo, caratterizzato da un profondo sentimento per l’ambiente naturale, dal carattere inclusivo e dal concetto di crescita e mutamento. 
Rielaborando motivi diversi, greci, gotici, esotici ecc. – con riferimento particolare ai giardini cinesi che tanto influenzarono il paesaggismo inglese – il belvedere, a volte collocato su un’altura, diviene punto privilegiato per assistere alle continue variazioni dello “spettacolo” naturalistico, come il gazebo – neologismo apparso nell’Inghilterra del XVII secolo a designare un padiglione trasparente (da to gaze, “guardare con curiosità o meraviglia”) – che era destinato alla sosta per ammirare il giardino – da cui la forma spesso circolare per una visione globale, come nel parco dello Schloss Klein-Glienecke (1836) a Berlino di Karl F. Schinkel – ma possiede anche funzioni diverse, come il belvedere-padiglione per la musica costruito vicino al Petit Trianon da Richard Mique nel Parco di Versailles (1777) o il belvedere-casa da tè eretto da C.G. Langhans all’estremità nord del parco dello Schloss Charlottenburg, Berlino (1788), assumendo talvolta finalità di pura decorazione e divertimento. 
È il caso di un progetto dell’architetto G.L. Le Rouge, pubblicato nel suo Détails des nouveaux jardins à la mode: un’architettura leggera che delimita una scala, la cui unica funzione è quella di permettere la salita alla piattaforma superiore dalla quale si potrà godere il “belvedere”.
Belvedere si disse, dal nome di un edificio preesistente, la parte dei Palazzi Vaticani che il Bramante sistemò con il celebre cortile omonimo. In essa il papa Giulio II riunì le sculture della raccolta originaria del Museo Vaticano, alcune delle quali furono definite appunto del belvedere (Apollo del belvedere, Torso del belvedere). La stessa denominazione assunsero diversi chateaux situati in posizioni amene – il più noto dei quali è la residenza estiva fatta costruire dal principe Eugenio di Savoia a Vienna su disegno di J.L. von Hildebrandt (1714-1723) – mentre nell’architettura recente, il nome è stato assegnato a edifici caratterizzati da terrazze panoramiche: emblematico è il Mirador, grande blocco residenziale progettato dagli MVRDV (W. Maas, J. van Rijs, N. de Vries) a Sanchinarro (2001-2004) che, aprendosi all’altezza del dodicesimo piano con una piazza sopraelevata (belvedere), consente da un lato di dominare la recente e disordinata espansione urbana della periferia nord-est di Madrid, dall’altro di vedere la Sierra de Guadarrama di cui costituisce, con la sua notevole ampiezza, un punto privilegiato d’osservazione.

Bibliografia

Le Rouge G.L., Détails des nouveaux jardins à la mode, Paris, 1775-90; Quatrèmere de Quincy A.-C., Dictionnaire historique d’Architecture. Enciclopédie méthodique, I, Paris, 1789, II, 1832.

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