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Biedermeier

Definizione – Etimologia

Dal nome del protagonista di una commedia di A. Kussmaul e L. Eichrodt (1855), traducibile approssimativamente come “l’onesto signor Meier”. 
Il nome Biedermeier, personificazione di una borghesia conservatrice e di vedute limitate, è assurto, a metà del secolo e in maniera dapprima dispregiativa, a simbolo della cultura tedesca del primo Ottocento ed indica il periodo storico compreso tra il 1815 e il 1850 ed il suo corrispettivo artistico.

Generalità 

Lo stile Biedermeier nasce in contrapposizione allo stile Impero, magniloquente e marziale espressione francese, e si diffonde negli anni successivi alla fine delle guerre napoleoniche, per cui il suo corrispettivo francese è noto come stile Restaurazione. Riconducibile all’atmosfera generale del periodo, sia in musica, che in letteratura che in una scuola pittorica centrata su scene di vita quotidiana e ritratti, lo stile Biedermeier interessa soprattutto l’arredamento, i mobili e il disegno di suppellettili (tappeti, porcellane, argenteria, vetri ecc). L’appartamento tipo del periodo Biedermeier è comodo, luminoso, ricco di tessuti, tendaggi, quadri personalizzati, tappeti, fiori e piante da interno, adatto ad una vita familiare semplice e raccolta. 
I mobili derivano in parte da modelli francesi e inglesi della fine del Settecento. Sono rotondeggianti, pratici, confortevoli, non ostentano citazioni colte né si riferiscono a modelli antichi. 
Realizzati in legni chiari (acero, ciliegio, pero), la sobrietà e il nitore della linea conferisce loro un aspetto curiosamente moderno. Le poche decorazioni si limitano a pilastrini, colonnine, palmette e sottili intarsi realizzati in ebano, in contrasto con il colore chiaro dei legni utilizzati. 
L’avvento dell’industrializzazione dell’inizio del secolo permise la realizzazione in serie di molti modelli soprattutto nelle fabbriche di Vienna e di Berlino.

Bibliografia

Ottomeyer H., Stein L., Witt Doring I., Biedermeier, Stoccarda, 2006.

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