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Bipolarità (progettazione)

Figura 1 | Bipolarità | Progettazione architettonica

Definizione-Etimologia

Voce composta di “bi”, e “polare”: due poli. Condizione di dipendenza di una struttura (edile, urbana, territoriale) da due poli principali d’attrazione.

Generalità

Il concetto di bipolarità non può essere scisso da quello di polarità, intendendo per polo un’entità (edile, urbana, territoriale) di tipo puntiforme, condizionante una data area circostante. Se quest’area è un intero tessuto edilizio, i “poli” saranno individuati dalla localizzazione di quegli edifici “speciali” (emergenze urbane) cui è affidata l’organizzazione dei tessuti urbani, l’individuazione di un determinato “ambito urbano di pertinenza” e quindi il riconoscimento di una città nel territorio. Ogni organismo urbano e territoriale ha visto, infatti, consolidarsi le proprie strutture nell’ambito di una dialettica bipolare tra polarizzazioni “interne” ed “esterne”, o meglio, tra “emergenze polari” ed “emergenze perimetrali”: gli edifici civilmente e socialmente più rappresentativi erano localizzati, in genere, nel cuore della città o dei suoi quartieri; l’apparato difensivo (mura, porte, ponti), i grandi edifici di “servizio” (ospedali, conventi, lazzaretti) e produttivi, determinavano il confine urbano e i suoi punti di scambio con il territorio. 
All’interno di una dialettica bipolare, si colloca la nota teoria delle fringe belts, fasce “perimetrali” di edifici speciali cui è affidata, di volta in volta, sia l’organizzazione dei nuovi tessuti urbani periferici, sia la loro appartenenza al più ampio organismo urbano: si amplia la città, si sposta il “limite urbano”, si spostano le varie fringe belts. Un altro esempio tipico di bipolare è quello che si trova, in molti tessuti medioevali, tra la Cattedrale e il Palazzo pubblico, tra la piazza del mercato e la piazza del Duomo, tra il potere civile e quello religioso. Infine, dati due poli, esisterà sempre, nel punto di massima equidistanza relativa tra di essi, una condizione di “antipolarità”. Riferendosi ad un tessuto urbano vale l’esempio del Tridente di Campo Marzio a Roma e del ruolo relativamente più “periferico” individuato da Via delle Carrozze, pur importante connessione tra Piazza di Spagna e Via del Corso, rispetto alle due parallele Via dei Condotti e Via della Croce, oppure di Via Borgognona, tra Via dei Condotti e Via Frattina. La dialettica tra polarità (bipolarità e multipolarità) svilupperà, nel tempo, un sistema articolato di gerarchie (assi-confini, nodi-antinodi, centro-periferia) tale da condizionare il processo di formazione e di trasformazione di un organismo urbano.

Esempi

Per la relazione tra polarità “interne” e “perimetrali” vedi ad esempio: Lubecca, Koblenz, Norimberga, Danzica. Per la dialettica medioevale tra Palazzo pubblico e Cattedrale vedi ad esempio: Firenze, Parma, Siena, Monaco di Baviera.

Bibliografia

Bahrdt, H.P. Lineamenti di sociologia della città, Padova, 1966; Isard W., Methods of Regional Analyses, New York, 1960; Losch A., The Economics of Location, New Haven, 1954; Maretto M., Fringe belt theory and polarities-landmarks theory, in «Urban Morphology», vol. 13, 2009, n. 1, pp. 76-77.

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