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Bonifica

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Definizione – Etimologia

Dal latino bonum-facere, ridurre in miglior forma o stato, è l’insieme delle opere necessarie per rendere una porzione di territorio idoneo ad essere coltivato o abitato e si riferisce a diversi ambiti.

Generalità

La bonifica idraulica è l’insieme delle operazioni necessarie per liberare i terreni dalla presenza di acque stagnanti. Consiste in una modifica delle pendenze dei suoli e nella realizzazione di un sistema di canalizzazioni finalizzate ad allontanare le acque. 
Per le porzioni di territorio in cui la quota dei terreni bonificati è inferiore a quella del recettore, è necessario realizzare opere per il sollevamento meccanico. 
Sovente le operazioni di bonifica hanno consentito di rendere anche irrigabili i terreni garantendo così una più elevata produttività degli stessi. In Italia, importanti opere di bonifica furono realizzate durante l’età giolittiana per proseguire, venendo potenziate, durante il periodo fascista; in questo modo sono state rese disponibili ampie porzioni di terreno agricolo in Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Lazio e Abruzzo. 
Il Regio Decreto del 3 febbraio 1933, n. 215, costituisce il testo unico sulla bonifica integrale e stabilisce la nascita dei Consorzi di bonifica.

La bonifica militare è finalizzata a liberare i terreni da mine terrestri, proiettili o bombe inesplose: mine e proiettili inesplosi sono individuati mediante appositi apparecchi cercamine. Queste operazioni sono previste ogni qualvolta si realizzino scavi in prossimità di centri abitati o di infrastrutture che in passato siano state oggetto di bombardamento aereo (quali ad esempio linee ferroviarie, ponti, porti ecc.). 
La bonifica dei siti inquinati è il complesso dei trattamenti atti a decontaminare i suoli e le falde acquifere dalle sostanze inquinanti provenienti da attività antropiche (insediamenti industriali, discariche incontrollate di rifiuti solidi e liquidi ecc.). 
I diversi tipi di inquinanti possono essere raggruppati in tre categorie: inquinanti leggeri non miscibili (con peso specifico inferiore a quello dell’acqua) quali ad esempio idrocarburi, inquinanti pesanti non miscibili come la trielina e, infine, inquinanti miscibili come metalli e sali. Mentre gli inquinanti “leggeri” rimangono localizzati in un’area circoscritta attorno alla sorgente dell’inquinante, quelli “pesanti” (seppure non miscibili) rappresentano un rischio più significativo poiché continuano a scendere in profondità fino a quando non raggiungano una barriera impermeabile, arrivando quindi ad inquinare anche le falde acquifere più profonde. 
Gli inquinanti miscibili, infine, sono già disciolti in acqua e si muovono con velocità paragonabili a quelle dei moti di filtrazione una volta raggiunta la falda acquifera. Al fine di bonificare il sottosuolo dall’inquinamento, diverse operazioni devono essere poste in atto: è necessario individuare la fonte di inquinamento e rimuoverla provvedendo ad asportare anche la porzione di suolo che continua a fungere da fonte inquinante. Il ripristino dell’acquifero può essere effettuato in diversi modi; il più comune è la realizzazione di un sistema di pompaggio e trattamento dell’acqua di falda, ma si possono anche realizzare sistemi per l’estrazione ed il trattamento dei vapori dal sottosuolo.

Bibliografia

Fetter C.W., Contaminant Hydrology, New York, 1993; Oosterbaan R.J., Agricultural Land Drainage: a wider application through caution and restraint, ILRI Annual Report, The Netherlands, 1991; Oosterbaan R.J., Drainage Principles and Applications, The Netherlands, 1994.

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