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Borsa

Anversa, la Borsa, Dominicus van Waghmakere, 1531.
Anversa, la Borsa, Dominicus van Waghmakere, 1531.

Definizione – Etimologia

Dal dal francese bourse (tedesco börse), derivato dal nome di Place de la Bourse, piazza di Bruges divenuta nel XV secolo luogo di incontro e di affari per mercanti e banchieri che si riunivano davanti alla casa della famiglia Van der Beursen. Nonostante la famiglia fosse di origine italiana (Della Borsa) il termine è rientrato nella lingua italiana solo nel XVIII secolo attraverso il francese. In tempi moderni, il termine indica un edificio nel quale avvengono le contrattazioni delle merci o di titoli.

Generalità

In origine l’edificio per la borsa era generalmente dotato di una grande sala, che ne costituiva l’ambiente principale, nodo spaziale gerarchicamente strutturante, cui si aggregavano spazi di servizio subordinati per uffici e servizi riservati al personale e agli esterni. A questi si potevano aggiungere spazi per attività diverse, anche di tipo ricettivo. In Italia, la borsa viene istituita con decreto vicereale nel 1808, come borsa del Commercio. A fine Ottocento si contavano in Italia venticinque borse di commercio, prima che la riforma dei mercati finanziari, introdotta negli anni Novanta, portasse all’esistenza di un’unica Borsa Italiana, con sede a Milano in Palazzo Mezzanotte. Esistono attualmente tre tipi di borsa: la borsa merci (luogo fisico di contrattazione di merci), la borsa valori (dedicata alla trattazione di strumenti finanziari) e la più recente borsa energia (che rientra nella borsa merci, ma è riservata allo scambio di energia elettrica).

Processo formativo – Filoni tipologici

L’edificio adibito a borsa, inteso come edifico sede di attività finanziarie, avente alcuni caratteri comuni a quello per le banche, è l’esito di un processo formativo storico profondamente legato allo sviluppo delle città e all’attività commerciale. In particolare, è a partire dal Medioevo e soprattutto nel XIV secolo che l’attività finanziaria assume un ruolo crescente di indispensabile attività complementare a quella del commercio. La coincidenza iniziale delle figure del banchiere e del mercante è fondamentale nella definizione del tipo edilizio, perché questo si caratterizza come luogo adatto allo scambio e al contatto di molti mercanti spesso di lingua e cultura diversa.
I primi esempi di borsa si possono riconoscere nella Loggia dei Mercanti di Bologna, del 1382 o nella lonja de Canvi a Barcellona, del 1383. Questi edifici generalmente consistevano in una grande sala coperta che ospitava i tavoli dei banchieri (i banchi). Sebbene la prima borsa propriamente detta fosse quella di Bruges, l’edificio che codifica i caratteri moderni del tipo è la borsa di Anversa, costruita nel 1531 da Dominicus van Waghmakere. Rispetto agli esempi precedenti, l’impianto introduce un grande spazio aperto, corte centrale per gli scambi circondata da porticato e dai vani perimetrali di servizio.
L’impianto della borsa di Anversa è ripreso dalla Royal Exchange di Londra, la borsa della Corona costruita nel 1566 da Sir Thomas Gresham (agente della Regina proprio ad Anversa) andata distrutta e poi ricostruita da Edward Jarman nel 1667-71; dalla borsa di Siviglia con il progetto di Juan de Herrera del 1582-99; dalla borsa di Amsterdam (Hendrik de Keyser) del 1608-11. Questi esempi testimoniano la nascita, alla fine del XVI secolo, di un vero tipo edilizio europeo dedicato agli scambi. Varianti di uno stesso impianto risultano molti altri edifici destinati allo stesso scopo: la borsa di Lille del 1652-53, quella di Rotterdam del 1720, quella di Colonia del 1727, quella di Bordeaux del 1736, la borsa dei cereali e la borsa del carbone di Londra (rispettivamente del 1750 e del 1755). Lo spazio aperto della corte tende, per il ruolo che assume all’interno dell’organismo architettonico, ad “annodarsi” (annodamento), a divenire, attraverso l’introduzione di coperture, grande vano centrale sul quale si struttura (distributivamente, costruttivamente e spazialmente) l’intera costruzione.
Secondo un processo affine alla formazione della basilica antica, si forma un nuovo tipo edilizio con la realizzazione di una sala a doppia altezza ottenuta dalla copertura del cortile. Primo esempio di questo tipo è un progetto per edificio adibito a borsa presentato nell’edizione del Vollständige Anweisung zur Civil-Bau-Kunst di N. Goldmann, del 1699, dove il curatore dell’edizione, L.C. Sturm, cita esplicitamente la Basilica di Palladio come modello di riferimento.
L’elaborazione di questo schema a partire dalla fine del XVII secolo avviene attraverso realizzazioni e progetti, soprattutto in area francese (da Boullée a Bernard a Durand).
Un esempio evidente di questo processo è la borsa di San Pietroburgo di Th. de Thomon, del 1804-1816. Una variante degli organismi derivati dal cortile rettangolare circondato da porticato è costituita dagli edifici a pianta circolare, dove l’idea di annodamento viene espressa in modo ancora più evidente (edificio per la borsa di Dublino del 1769-79, Halle au Blé di Parigi del 1763-68). L’ampliamento della Banca d’Inghilterra con la Stock House (1791-92) disegnata da John Soane rimane forse l’esempio più alto di questo tipo edilizio fino al XX secolo. Nel XIX secolo, le varianti riscontrabili negli edifici per borsa riguardano soprattutto questioni stilistiche, in coincidenza con il dibattito ottocentesco sull’eclettismo storicistico.
La borsa di Amburgo di Carl Ludwig Wimmel und Franz Gustav Forsmann del 1837-41, la borsa del carbone di Londra, di James Bunstone Bunning, del 1846-49, la borsa del carbone di Leeds, del 1861-63, di Cuthbert Brodrick reinterpretano lo stile rinascimentale italiano. La borsa di Vienna di Theophil Edvard Freiherr von Hansen, del 1869-77, propone una rielaborazione particolare dello stile rinascimentale e barocco, mentre decisamente in stile barocco è la borsa di Francoforte del 1874-79, opera di Rudolf heinrich Burnitz e Oskar Sommer.
La borsa di Lione di René Dardel, del 1857, è in stile rinascimentale francese, mentre in stile gotico erano la borsa dei cereali a Sheffield di Matthew Ellison Hadfield del 1881, la borsa di Brema di Heinrich Müller del 1861-64, la borsa della lana a Bradford di Henry Francis Lockwood e William Mawson del 1864-67. L’elaborazione originale del tipo della borsa “basilicale” raggiunge nella borsa di Amsterdam di Hendrik Petrus Berlage, del 1898-1903, un vertice architettonico di rara limpidezza.
Qui il costruttivismo storicista della tradizione olandese propizia una interpretazione “razionalista” dello schema ormai assestato, con il cleristorio sostituito dalle nuove coperture in ferro e vetro e una chiara gerarchizzazione, insieme, di spazi, costruzione, distribuzione.

Accezione contemporanea del termine

La borsa contemporanea si è ormai trasformata in borsa telematica, poiché le negoziazioni non hanno più luogo in uno spazio fisico né presuppongono la presenza fisica degli operatori. La borsa è oggi costituita da una unità centrale, da un sistema di trasmissione e da una rete di terminali nei quali gli operatori immettono le proposte di compravendita. Gli edifici per la borsa sono rimasti, in genere, quelli ottocenteschi, aggiornati a livello distributivo e impiantistico, ma senza sostanziali innovazioni architettoniche, ponendo il problema dell’impatto delle nuove tecnologie informatiche sulla trasformazione dei tipi edilizi.

Esempi

Fra le realizzazioni significative del dopoguerra, si possono annoverare la New York Manifacturers’ Hanover Trust Company di Skidmore, Owings e Merill, del 1953-54, la borsa Merci di Pistoia di G. Michelucci, del 1948-50 (poi demolita e ricostruita nel 1961), la Torre della borsa Valori a Montreal di L. Moretti e P.L. Nervi, del 1961.
Fra gli esempi più recenti da ricordare la Ludwig Erhard Haus, la borsa di Berlino di N. Grimshaw, del 1996.

Bibliografia

Girino E., Dizionario di finanza. Tecniche – Strumenti – Operatori, Milano, 2005; Pevsner N., Storia e caratteri degli edifici, Palermo, 1986.

 

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