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Bucrànio

Motivo decorativo, scolpito o dipinto, costituito da un teschio di bue ritratto di fronte e alternato con festoni di foglie e fiori. 
Dal greco βοῦς, “bue”, e κρανίον, “cranio”, l’origine viene ricondotta all’uso di appendere alle pareti le teste di animali sacrificati come ex voto. 
Nell’architettura greca, viene adottato nei fregi ionici, nelle metope dei fregi dorici, nei parapetti (Arsinoeion di Samotracia) e si alterna alla rappresentazione dell’intera testa bovina (bucefalo). Ha un impiego più frequente nell’architettura romana, nei fregi, nelle are, in urne funerarie e sarcofagi. 
Particolare diffusione rispetto alla protome intera ha il bucrànio in età augustea (Ara Pacis), poiché funzionale all’accentuazione dell’elemento sacrale proprio della politica di Augusto. Il bucrànio è diffuso anche nell’arte rinascimentale e sud-arabica.

Bibliografia

Napp A.E., Bukranion und Guirlande. Beiträge zur Entwicklungsgeschichte der hellenistischen und römischen Dekorationskunst, Heidelberg Phil. Diss., 1930.

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