Calcestruzzo (costruzioni) | Wikitecnica.com

Calcestruzzo (costruzioni)

Calcestruzzo Costruzioni Figura 1 Pantheon | Calcestruzzo (costruzioni) | Costruzioni

Il calcestruzzo o conglomerato è uno dei materiali più diffusi ed economici impiegati nell’industria delle costruzioni. E’ un materiale artificiale simile alla roccia con cui si possono ottenere costruzioni di qualsivoglia forma. E’ costituito da due componenti: quello lapideo (aggregato o inerte) e quello collante, che avvolge e lega i singoli elementi lapidei. Il componente lapideo è costituito da sabbia (dimensione < 4-5 mm) e da ghiaia o pietrisco (dimensione > 4-5 mm) ed il componente collante da legante ed acqua. Il legante utilizzato per confezionare calcestruzzi è il cemento Portland, ma in passato sono stati utilizzati leganti differenti come la calce aerea o idraulica. A seconda delle necessità, vengono aggiunti additivi e/o minerali in polvere, fibre metalliche o polimeriche, con l’obbiettivo di migliorare le prestazioni del calcestruzzo, sia fresco che indurito, o produrre calcestruzzi speciali. Anche se questo materiale era già noto in precedenza, furono i Romani ad impiegarlo in vasta scala, utilizzandolo per la realizzazione di un notevole numero di opere (strade, fondazioni, murature), ancora oggi in buono stato di conservazione (es. Pantheon, le pareti verticali realizzate con calcestruzzi normali gettati tra i paramenti murari e la cupola con calcestruzzi alleggeriti con inerti di tufo gettati in casseforme). Come legante i Romani utilizzarono prima la calce aerea, (indurimento lento), poi la calce resa idraulica da pozzolana e da laterizi frantumati (cocciopesto) consentendo la produzione di malte con rapido indurimento, buona resistenza e durata.
Con la miscelazione dei suoi componenti in betoniera si ottiene il calcestruzzo fresco che si presenta temporaneamente come un materiale plastico. Esso viene gettato nel cassero per assumere le forme geometriche previste dal progetto e costipato con vibratori. Esistono formulazioni moderne del calcestruzzo (autocompattanti) che non richiedono la costipazione. Una caratteristica importante del calcestruzzo fresco è la lavorabilità, cioè la capacità ad essere facilmente trasportato, gettato e costipato dentro la casseforme. Il cemento, idratandosi con l'acqua, indurisce e conferisce alla miscela una resistenza tale da renderlo simile ad una roccia di qualsivoglia forma, prendendo il nome di calcestruzzo indurito. Esso deve possedere caratteristiche meccaniche appropriate alle prestazioni strutturali richieste alle membrature di cui fa parte. La principale grandezza meccanica che deve essere valutata attraverso prove di laboratorio è la resistenza meccanica a compressione, in termini di valori caratteristici, cilindrica fck o cubica Rck. La fck viene determinata con prove di compressione monoassiale utilizzando provini cilindrici di 150 mm di diametro e 300 mm di altezza, la Rck viene determinata su provini cubici di 150 mm di lato, maturati 28 giorni. Le classi di resistenza previste attualmente dalla normativa (nella sigla C=concrete, il primo valore rappresenta fck e il secondo Rck, in N/mm2): calcestruzzo non strutturale (C8/10, C12/15), calcestruzzo ordinario (C16/20, C20/25, C25/30, C28/35, C30/37, C32/40, C35/45, C45/55), calcestruzzo ad alte prestazioni (C50/60, C55/67, C60/75), calcestruzzo ad alta resistenza (C70/85, C80/95, C90/105, C100/115). Rispetto al peso specifico, il calcestruzzo è classificato: leggero (≥ di 800 kg/m3 e ≤ di 2000 kg/m3) , pesante (> di 2600 kg/m3), normale (> di 2000 kg/m3 e ≤ di 2600 kg/m3).
• Mario Collepardi, “Il Nuovo Calcestruzzo”, Tintoretto, Milano 2003.
• V. Alunno Rossetti, "Il calcestruzzo: materiali e tecnologia", McGraw-Hill, 2003.

Copyright © - Riproduzione riservata
Calcestruzzo (costruzioni)

Wikitecnica.com