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Calcestruzzo (prodotti)

Produzione

Il settore industriale dei componenti in cls ha assunto negli anni un peso sempre più rilevante nell’indotto delle costruzioni fornendo una varietà consistente di prodotti. La produzione si è orientata nel tempo verso miscele analoghe a quelle utilizzate per il cls ordinario ma più leggere, dotate di buona fluidità e di alta resistenza meccanica, sottoposte a cicli di maturazione più ridotti, consentendo di realizzare componenti in cls prefabbricati per uso strutturale e non strutturale.

Nella composizione del cls per componenti di piccola e grande dimensione sono molto importanti il tipo di cemento e la relativa classe di resistenza, il rapporto acqua/cemento, la scelta degli aggregati e di eventuali addittivi. Solitamente vengono selezionati cementi ridotti in polvere finissima, ad alta resistenza ed a rapido indurimento (specie per componenti precompressi). Il rapporto acqua/cemento è pari a 0,40 per garantire resistenza e lavorabilità. Tale rapporto può variare nel caso di prodotti con migliori prestazioni meccaniche, ove si aumenta il cemento e si riduce il tenore d’acqua, introducendo additivi fluidificanti per migliorarne la lavorabilità. Gli aggregati hanno un ruolo importante nella qualità dei manufatti in termini di forma, porosità e durezza. La curva granulometrica suggerisce pezzature ottimali di inerti da adottare in relazione alle dimensioni del componente ed alle eventuali armature e comunque superiori a 20 mm. I principali additivi sono fluidificanti, superfluidificanti ed acceleranti.

Impiego

Per alcuni prodotti può essere previsto l’uso di cls speciali che rendono gli elementi più leggeri, isolanti termicamente e di maggiore resistenza meccanica:

  • i cls leggeri, in cui il peso specifico degli inerti (polistirene espanso, argilla, perlite, vermiculite) è più contenuto, sono particolarmente adatti nella produzione di componenti prefabbricati di grandi dimensioni; i cls cellulari, che vengono prodotti aggiungendo alla miscela particolari additivi capaci di sviluppare gas e far lievitare il cls con una successiva stagionatura accelerata per impedire la fuoriuscita dei gas, sono utilizzati nella produzione di blocchi, elementi di copertura e pannelli;
  • i cls fibrosi, ottenuti con l’immissione di fibre di metallo, vetro o materia plastica nell’impasto, sono utili per incrementare la resistenza a trazione e la resistenza agli urti degli elementi.

I prodotti in cls si distinguono in componenti di piccole e grandi dimensioni (prefabbricati). Nei primi prodotti rientrano i blocchi in cls (blocco di calcestruzzo); i casseri a perdere in cls, realizzati con inerti comuni, di scarsa coibenza termica, utilizzati quasi esclusivamente per opere di fondazione; i casseri a perdere in legno-cemento a base di legno mineralizzato impastato con cemento, di buona coibenza termica e acustica, ottima resistenza al fuoco e leggerezza; i tavelloni in cls per i quali solitamente si utilizza cls leggero o cellulare, facilmente integrabili con i sistemi impiantistici; i piccoli elementi per coperture in cls, di forma simile a tegole in laterizio, ma meno pregiati e pesanti, vantaggiosi dal punto di vista economico; gli elementi per pavimentazioni esterne in cls, dalla forma rettangolare o sagomati in modo da essere autobloccanti; i componenti per arredo urbano ed elementi di recinzione, armati o non armati, caratterizzati dal basso costo di produzione.

Nei componenti prefabbricati (calcestruzzo prefabbricato) rientrano quelli di grandi dimensioni. Oltre che per strutture portanti e per chiusure orizzontali e verticali, si possono produrre componenti per sistemi tridimensionali, in grado di ridurre notevolmente i tempi di esecuzione. I moduli, basati sul concetto di “scatola”, consentono di realizzare parti di un edificio della dimensione di un vano o sottomultipli, assemblabili in cantiere mediante semplice accostamento e/o sovrapposizione.

Bibliografia

A.A.V.V., Quaderni di progettazione edilizia. I materiali e i manufatti in conglomerati cementizi, Hoepli, Milano, 2004.

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