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Calidario

Definizione – Etimologia

Ambiente dei complessi termali antichi dedicato ai bagni caldi. Il termine calidario significa letteralmente “sala riscaldata”, dal verbo caleo, che sta per “esser caldo” e discende da una radice indoeuropea, ka, kau (“caldo”).

Generalità

Fulcro dell’intero complesso e termine ultimo del percorso idrico, il calidario è elemento imprescindibile e ragion d’essere di un complesso termale antico. A Roma, dove i sistemi termali raggiungeranno un’importanza sociale e un livello tecnologico senza paragoni, tali ambienti erano riscaldati da impianti evoluti, detti a ipocausto: l’aria calda circolava liberamente nelle intercapedini di pareti e pavimenti, grazie all’uso di suspensurae e tubuli, che garantivano il distanziamento delle strutture. Gli studi più recenti sembrano dimostrare l’esistenza di impianti simili a ipocausti anche negli ambienti riscaldati dei balneia ellenistici del III secolo a.C.
L’evoluzione del tipo del calidario vede la progressiva specializzazione di un ambiente originariamente poco connotato: da semplice spazio rettangolare (vedi le prime fasi delle terme Stabiane a Pompei), il calidario si arricchisce di absidi e più tardi di alvei, vasche ricavate in nicchie per l’immersione simultanea di più persone. Aveva un’esposizione privilegiata verso sud-ovest e sistemi per ottimizzare lo sfruttamento della luce solare. Con la diffusione del modello delle terme imperiali, tale ambiente diventa il terminale di un rigoroso asse di simmetria, raggiungendo livelli di monumentalità via via crescenti. Si è ipotizzato che il calidario delle terme di Caracalla, un cilindro di circa 36 m di diametro, sia stato coperto con una cupola in cementizio ribassata, rinforzata da barre metalliche.

Bibliografia

Gros P., L’architettura romana. Dagli inizi del III secolo a.C. alla fine dell’alto impero. I monumenti pubblici, Milano, 1996.

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