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Calotta

La derivazione etimologica incerta del termine (dall’aramaico kalawta, copricapo caratteristico mamelucco, attraverso il fr. calotte, o anche dal gr. kalyptra, velo di donna) ne anticipa il significato geometrico: ciascuna delle due parti in cui un piano secante divide una superficie sferica.
In architettura indica la porzione di sfera, priva di lanterna e di nervature, che costituisce la parte voltata di cupole (o volte), che spicca dal tamburo, dai pennacchi o dagli arconi e dalle pareti sottostanti. Più genericamente indica la copertura a guscio ed è sinonimo di catino absidale o di nicchia quando si riferisce al quarto di volta che ne costituisce la copertura.
Con l’espressione volta a calotta si intende una volta a pianta circolare, talmente ribassata da essere simile alle volte piatte.
In campo strutturale, il termine calotta definisce la parte superiore di una galleria o di una casamatta.

Bibliografia

Giuffrè A., La meccanica nell’architettura. Statica, Roma, 1986; Meriam J.L., Kraige. L.G., Engineering Mechanics; Statics, San Francisco (USA), 2012.

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