Campo | Wikitecnica.com

Campo

4 | Campo | Storia dell'urbanistica

Definizione – Etimologia

Dal latino campus, che significa pianura, interpretato, in seguito, anche come campo di battaglia; probabilmente di origine italica, Varrone fa derivare il termine da capere, inteso come atto a contenere. Come derivazione di campus si riscontra il termine accampamento e da un più tardo campio (frequentatore del Campo Marzio a Roma) discende campione.

Il termine campo ha assunto nel tempo una varietà di accezioni pur mantenendo un legame con il suo significato originale, quello cioè di spazio libero esattamente delimitato e con caratteristiche proprie.

Generalità

Differenti possono essere gli ambiti disciplinari in cui il termine viene utilizzato, così ad esempio in matematica (definito come un insieme dotato di una o più operazioni), in fisica (inteso come regione dello spazio in ogni punto della quale è definita una grandezza fisica scalare, vettoriale o tensionale), in psicologia (dove il concetto è stato utilizzato per rappresentare e analizzare la configurazione dei campi percettivi), in oculistica (dove definisce l’insieme dei punti dello spazio che l’occhio umano percepisce quando guarda davanti a sé); pur nelle diverse accezioni, quindi, il termine campo riporta al senso di spazio delimitato.

Per tale ragione e per la sua estensione al concetto di piazza e di delimitazione di terreno, la parola è utilizzata frequentemente in architettura nella progettazione della città e del territorio. Inteso come estensione di piazza, il termine campo è presente in molti toponimi di centri italiani, mentre, accompagnato da alcuni specifici aggettivi, si ritrova come parte del territorio urbano ed extraurbano: ne sono alcuni esempi il campo sportivo, il campo coltivato, il camposanto.

Tipologie, storia ed esempi

Nel significato originale di terreno delimitato in cui si svolge una funzione, è molto comune trovare parti di territorio destinate a specifiche coltivazioni e definite campi coltivati. Similmente, se tali parti sono destinate ad attività sportive si parla di campi sportivi che, a seconda delle diverse attività che vi si svolgono, si possono distinguere, ad esempio, in campi di atletica, di calcio, di rugby, di pallavolo, di pallacanestro, di hockey, di tennis, ciascuno con caratteristiche dimensionali e strutturali normate in base al regolamento di ogni gioco.

Tra i vari significati storicamente associati al termine campo vi è quello di luogo per le esercitazioni militari. Un esempio noto è l’area di Campo Marzio a Roma. Nella Roma antica era la parte di territorio, esterna al confine della città, destinata agli esercizi militari e oggi ricompresa tra una delle anse del Tevere, il Quirinale e il Campidoglio. Utilizzato per le manifestazioni che richiamavano una grande quantità di popolazione, dalla seconda metà del V secolo a.C. comincia a subire una trasformazione grazie alla costruzione di alcuni edifici religiosi, ma solo tre secoli dopo si sarebbe avviato un vero e proprio processo di urbanizzazione.

Seppur oggi sia più comune il termine piazza per indicare spazi ampi delimitati da edifici, in alcune città dell’Italia troviamo ancora luoghi a cui ci si riferisce come campi. È rinomato il Campo dei Fiori a Roma, originariamente prato coltivato a orto e a fiori che venne trasformato in piazza pavimentata alla metà del XV secolo, divenendo luogo di mercato ma anche di incontro sia del popolo che di personalità di spicco della società romana, come pure sede di esecuzioni capitali, ad esempio si ricorda quella di Giordano Bruno, arso vivo nel febbraio del 1600, di cui un monumento bronzeo eretto nel 1888 dà testimonianza. Un’altra città dove si ritrova ancora l’uso del termine è Siena, con la piazza del Campo. In origine tale spazio era un terreno bonificato più vasto, che consentiva il deflusso delle acque piovane, e per una parte utilizzato a mercato. La sistemazione dell’attuale piazza del Campo risale alla seconda metà del XII secolo, quando il grande spazio delimitato venne diviso in due parti, separando la zona destinata al mercato; il palazzo comunale e la Torre del Mangia caratterizzano la sua immagine.

La città italiana in cui il processo evolutivo del termine campo in piazza non è avvenuto è Venezia. Qui, infatti, l’unico spazio indicato come piazza è la piazza di San Marco. Tutti gli altri spazi aperti delimitati da edifici sono invece chiamati campi. A essi fanno capo più calli e si distinguono dai campielli per dimensione e perché in questi ultimi è spesso assente l’elemento che invece caratterizza i primi, ovvero il pozzo, la cui presenza testimonia ancora oggi l’importanza dell’acqua dolce per la vita quotidiana a Venezia. Oltre a essere il luogo dove la popolazione si riforniva d’acqua, il campo era il luogo caratterizzato dalla presenza in genere del mercato, delle varie botteghe artigiane e della chiesa, e utilizzato come spazio di gioco per i bambini. Nei campi più grandi avevano luogo cerimonie religiose, spettacoli, processioni e adunanze. Il campo perse alcune delle sue funzioni di centro di aggregazione quando, nel tempo, i servizi per i cittadini trovarono luoghi a loro più adatti.

Bibliografia

Bellavitis G., Romanelli G., Venezia. Le città nella storia, Roma-Bari, 1985; Guidoni E., Arte e urbanistica in Toscana (1000-1315), Roma, 1970; Villa G., Siena medievale. La costruzione della città nell’età “ghibellina” (1200-1279), Roma, 2004.

Copyright © - Riproduzione riservata
Campo

Wikitecnica.com