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Camposanto

Camposanto di Pisa, veduta di delle gallerie perimetrali.
Camposanto di Pisa, veduta di delle gallerie perimetrali.

Definizione

Luogo cristiano consacrato e cinto da mura (sanctus come aggettivo, santo, benedetto, e come participio passato di sancire, ovvero stabilito, delimitato) destinato alla sepoltura per inumazione o tumulazione, situato per lo più all’interno o nelle vicinanze di un edificio di culto.

Generalità

Si distingue dal cimitero (termine usato per indicare un generico sepolcreto) per valori artistici e architettonici: “Il Cimitero può essere Poche sepolture intorno a una chiesa; [il Camposanto] è Edifizio religioso e civile, e richiedente il culto dell’arte”, come riportato da  N. Tommaseo e B. Bellini nel Dizionario della lingua italiana (Torino, 1865).

In questa definizione sembra essere implicito il riferimento a un esempio ben preciso – il Camposanto di Pisa – celebre sin dal Medioevo non soltanto per il valore della sua architettura, degli affreschi (tra gli altri, il Trionfo della Morte e il Giudizio Universale, entrambi di Bonamico Buffalmacco, o la Cosmografia di Piero di Puccio) e delle sculture, ma anche per la particolare sacralità della terra del suo campo di sepolture portata, come narrano le cronache, dall’arcivescovo Ubaldo Lanfranchi dopo una Crociata nel 1200 da quel terreno nei pressi di Gerusalemme denominato Aceldama, ovvero “campo di sangue” perché comprato dai sacerdoti ebrei con i trenta denari che Giuda ottenne dal tradimento di Gesù e in seguito utilizzato per la sepoltura dei pellegrini.

La notorietà del Camposanto di Pisa crescerà ulteriormente dalla fine del XVII secolo, divenendo meta obbligata per i viaggiatori del Grand Tour che in esso vedevano l’ideale coniugazione della concezione cristiana della morte e del senso laico della fine, ineludibile destino che, come efficacemente sintetizzato dalle mirabili tombe poste sotto le arcate pisane, esempi di arte di ogni tempo, accomuna gli uomini, le epoche e le culture.

Esposizione di statue antiche e di sarcofagi romani e, allo stesso tempo, struttura capace di offrire una adeguata risposta ai problemi di igiene, di salubrità e di decoro delle sepolture, il Camposanto di Pisa incarnerà inoltre per i progettisti dei primi cimiteri collettivi moderni il modello da imitare. Antoine-Chrysostome de Quatremère de Quincy nell’Encyclopédie Méthodique (del 1788 alla voce “Cimitière”) lo definirà “le plus beau monument que les siècles modernes aient réalisé dans ce genre” e anche Alexandre-Théodore Brongniart, chiamato nel 1804 all’indomani della proclamazione dell’Editto di Saint-Cloud a disegnare il cimitero parigino del Père-Lachaise, immaginerà un grande parco cinto da un muro ad arcate al di sotto delle quali, sull’esempio pisano, avrebbero trovato posto le tombe degli uomini illustri.

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