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Canabae

Definizione – Etimologia

Termine latino usato per indicare raggruppamenti di commercianti e artigiani di ogni specie, che si stanziarono attorno ai campi militari permanenti (castra stativa) del Reno e del Danubio tra il II e il III secolo d.C.

Cenni storici

In origine, le canabae erano baracche per la vendita sorte spontaneamente in vicinanza dei castra. Con la crescente espansione territoriale, gli accampamenti ebbero carattere stabile e le canabae divennero costruzioni permanenti per il ricovero dei mercanti e degli artigiani (per lo più fabbri) con una propria amministrazione. Le canabae si dislocarono anche attorno ai forti ausiliari principali, lungo i confini con la Germania. Molte canabae finirono con l’inglobare popolazioni numerose su superfici anche maggiori di quelle delle principali città delle stesse regioni, assumendo a volte l’aspetto di un vero e proprio municipio. Oltre che dal punto di vista commerciale, le canabae furono indispensabili anche ai fini della socializzazione e dell’acculturazione delle popolazioni soggette.
Esempi tipici di questi centri-mercati furono Carnuntum in Pannonia (odierna Deutschaltenburg), borgo situato lungo il Danubio dove si installò la Legione XV Apollinaris a una cinquantina di chilometri a est dell’attuale città di Vienna, e Mogontiacum nella Gallia Belgica (odierna Magonza), lungo il fiume Reno, dove erano installate le Legioni I Adiutrix e XIV Gemina. Alcune canabae riuscirono poi a ingrandirsi al punto da essere riconosciute prima come Municipii e poi Colonie (es. Apulum e Castra Vetera), tanto che in alcuni casi, una volta divenute vere e proprie città, furono dotate di impianti termali e anfiteatri.

Bibliografia

Cascarino G., L’esercito romano. Armamento e organizzazione, Rimini, 2008; Connolly P., L’esercito romano, Milano, 1976; Goldsworthy A., Storia completa dell’esercito romano, Modena, 2007; Gros P., Torellli M., Storia dell’urbanistica. Il mondo romano, Roma-Bari, 1994.

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