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Casamatta

Definizione – Etimologia

Locale in muratura, ricavato nello spessore del muro della fortificazione, o posto dietro di esso, o più raramente nella controscarpa o isolato, chiuso e coperto nella parte superiore a prova di bomba, destinato a ricevere artiglierie per la difesa radente.

Cenni storici

La casamatta propriamente detta è quella offensiva, resasi necessaria in età moderna con l’uso delle artiglierie, per le quali erano ricavate cannoniere nella parete verso la campagna, con apertura posteriore o superiore per lo sfogo dei fumi, i quali costituivano uno degli inconvenienti più gravi da risolvere. Casamatte difensive, anche conosciute come locali alla prova, erano, invece, destinate alla conservazione delle munizioni e talvolta all’alloggiamento della guarnigione.
Sino alla fine del XVIII secolo, inizi del XIX, le casematte furono utilizzate in modo consistente, sino a diventare locali larghi tra i 4 e 5 m, lunghi anche sino a 7 m e con altezza in chiave sino a 5 m, anche disposte su più livelli per coprire l’intera altezza del ramparo. Quando, però, nella seconda metà del XIX secolo furono introdotte le artiglierie rigate, le casematte divennero deleterie, sia perché i tiri restavano fortemente condizionati orizzontalmente e verticalmente, sia perché più facilmente danneggiabili. Si cercò, quindi, di proteggere ulteriormente la parte esterna e di ridurre l’ampiezza delle cannoniere, sino alla realizzazione di casematte interamente metalliche, elaborate da Gruson dal 1867, di ghisa indurita, con la copertura completata da uno strato di calcestruzzo e terrapieno superiore. Successive trasformazioni e miglioramenti si ottennero dalla fine del XIX secolo con l’uso dell’acciaio colato e con il sistema di casematte mobili o girevoli.

Bibliografia

Voce Casamatta, in Enciclopedia Militare, vol. 2, Milano, 1928, pp. 753-756.

 

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