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Casolare

Casolare nel comune di Perdifumo, Salerno.
Casolare nel comune di Perdifumo, Salerno.

Definizione

Abitazione rurale di piccole proporzioni e dalle forme semplici, utilizzata soprattutto per la conduzione di un’azienda agricola. Dal latino medievale casulare, da casula: “piccola casa”. Il termine racchiude in sé anche la connotazione di edificio abbandonato e/o isolato (domus diruta o semidiruta).

Generalità

Non esistendo il termine casolare nell’antichità, la tipologia può trovare la sua diretta derivazione nella villa rustica, diffusa presso i Romani e descritta da Vitruvio, che – nel VI libro del suo trattato – fa riferimento alla salubrità del luogo ove la villa deve essere costruita e all’orientamento che i singoli ambienti devono rispettare. L’argomento della villa viene ripreso da molti trattatisti rinascimentali, e in particolare da Palladio, fino ad arrivare a Milizia che alla fine del XVIII secolo scrive nei Principj di Architettura Civile: “È essenziale che le case rustiche destinate per gli Agricoltori, e per le faccende campestri, debbansi contraddistinguere nella loro semplicità per una situazione salubre, per una comoda distribuzione”.
Nella Firenze del Duecento il casolare indica la cellula-base dell’espansione urbana, costituita da un lotto di terreno edificabile di forma rettangolare, dalle dimensioni di norma inferiori ai cento metri. Nelle fonti documentarie dell’epoca, infatti, la parola casolare si trova talvolta collegata (tramite le particelle et, sive e seu) ai vocaboli area, placza e terrenum o alla locuzione petia terrae, per indicare un appezzamento di terreno – caratterizzato dalla presenza di un manufatto architettonico diroccato – per il quale era stata prevista, da un punto di vista giuridico e amministrativo, la possibilità di riedificare l’immobile. Nel volgare del ‘300 il casolare indica un’abitazione dal misero aspetto e con tale accezione è stata spesso utilizzata in letteratura anche successivamente, da Boccaccio a Manzoni, fino ad arrivare al neorealismo di Pasolini.

Dal punto di vista dimensionale, il casolare è proporzionato alla superficie agricola sulla quale insiste, dovendo ospitare al suo interno tutti i locali funzionali all’economia rurale e alla residenza dei contadini.
La tipologia più semplice è rappresentata da un unico vano senza finestre, al centro del quale si trova il grande focolare. Maggiormente diffuso è lo schema a unico livello con due ingressi: da una parte la grande cucina centrale attorno alla quale sono disposte le camere da letto, e dall’altra i depositi e i magazzini per gli attrezzi e i prodotti agricoli. Tra i tipi più evoluti il casolare a due piani, con tetto a falde coperto da tegole o da embrici e scala esterna che conduce al piano superiore. In quest’ultimo caso, l’edificio è diviso verticalmente in due sezioni non comunicanti tra loro: la prima con la cucina al piano terra e le camere da letto al piano superiore; l’altra con la stalla e il fienile sovrapposto. La parte del sottotetto è di norma utilizzata come magazzino.

Bibliografia

Sznura F., L’espansione urbana di Firenze nel Dugento, Firenze, 1975; Lanchi M., La capanna, la corte, il casolare, sistemi del costruire e tipologie abitative nelle pianure alluvionali e pianura Padana, s.l., s.d.

 

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