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Cavallerizza

Da cavallerizzo, “ammaestratore di cavalli”. Dal tardo Cinquecento, con gli sviluppi dell’arte equestre (i primi trattati sono scritti a Napoli e riflettono la tecnica della cavalleria spagnola per condurre il cavallo in battaglia), il termine indica una pista al chiuso o all’aperto per l’esercizio dell’equitazione. In precedenza, con cavallerizza s’intende un luogo per la mostra dei cavalli, spesso le corti dei palazzi maggiori: a Mantova il cortile della Cavallerizza (Bertani, 1556) è detto così perché dalle sue logge venivano osservati i cavalli in esposizione.
È probabile che, fino alla metà del Seicento, per le cavallerizze fossero usate strutture in legno sufficienti a proteggere la pista di sabbia e che solo dopo tale data siano stati impiegati edifici in muratura.

Esempi

Nel 1673 A. Castellamonte progetta la prima cavallerizza per il Palazzo Reale a Torino, mentre nel 1753 B. Alfieri ne realizza l’ampliamento. Oggi la più grande cavallerizza d’Europa è quella di Pinerolo, edificata nel 1909 dal Genio Militare.

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